Le 10 fasi fondamentali per realizzare un video

Scritto da Gianmarco Capri

Settembre 26, 2019

Produrre video è diventata una necessità. Ogni giorno viene diffusa una quantità infinita di contenuti, per innumerevoli settori e con obiettivi differenti.

Che tu sia un giornalista, un giovane imprenditore digitale, uno studente universitario, un semplice amatore appassionato di video, un influencer o altro, sai benissimo che sapere realizzare un video oggi è diventata anche la tua sfida più grande, quella che potrà farti fare il salto di qualità.

Anche se ormai in moltissimi hanno iniziato a produrre contenuti video, non tutti conoscono bene quelle che sono le fasi più importanti, i passaggi che trasformeranno il tuo contenuto in un contributo professionale e per molti aspetti, a seconda degli obiettivi, accattivante. Non conoscere e mettere in atto una strategia di lavoro efficiente ti porterà alla realizzazione di un prodotto amatoriale, che non ti farà arrivare alla meta prefissata, oltre che ad allungare i tempi di realizzazione e non garantire un risultato di livello.

È una questione di metodo di lavoro ! … ma non solo.

“Alla base bisogna essere consapevoli che realizzare video non è una passeggiata né un hobby. Come tutte le attività, questa in particolare, ha bisogno di tanta pratica e dedizione. Certamente con il passare del tempo ognuno avrà o ha avuto modo di affinare il proprio sguardo. L’importante è avere voglia di migliorare e di non sentirsi già arrivati.

Ogni giorno puoi conoscere una novità che ti farà perdere sempre meno tempo e ti garantirà di migliorare strada facendo, video dopo video, errore dopo errore.  Ecco perché abbiamo pensato di fare un piccolo elenco delle 10 fasi fondamentali per realizzare un video.

Da premettere: ognuna di queste fasi comporta un certo tempo che non può essere realmente quantificabile. La quantità di energia che dovrai impiegare per ognuno di questi passaggi dipende dal tuo brackground culturale e dalle esperienze avute fino ad ora. Ricorda però di dare il giusto valore ad ognuna di queste attività.

1. La prima domanda che devi porti è “Il mio video a chi è rivolto?
A questo primo quesito puoi rispondere tu stesso, se il contenuto da realizzare in questione non è commissionato. Al contrario, sarà la persona che troverai davanti a te a spiegartelo e tu sarai lì per capirlo. Qui è importantissimo saper ascoltare e approfondire ogni tipo di informazione che ci viene trasmessa, anche in un secondo momento. Che si tratti di una pubblicità, un video commemorativo, un’intervista, un tutorial, un videoclip musicale o qualsiasi altro tipo di contenuto e modalità, la cosa importante è sapere a chi parlerà, a chi racconterà una storia, farà vivere emozioni e susciterà uno stato d’animo piuttosto che un altro. Se il video è stato commissionato dovrai comprendere anche quali sono le volontà comunicative di chi ha scelto te, per realizzare un video di qualità. A questo punto puoi passare a porti la seconda domanda.

2. “Di cosa parla ?” – ed il “Cosa”, ricorda, viene sempre prima del “Come”.
Il video avrà uno o più tematiche, storie, narratori … immagini. Capire il “cosa” significa scegliere verso quale orizzonte narrativo andare. E per farlo si deve arrivare ad un compromesso, alla base di tutto il processo creativo. Il compromesso sta tra “cosa pensiamo noi” e “cosa pensano loro”. Si aggiunge anche un “cosa pensa lui” se il video è commissionato. Sulla base di queste influenze si sceglie il punto focale che molte volte potrebbe coincidere anche con un obbiettivo commerciale piuttosto che il parere di un esperto in un’intervista, consigli utili di un opinion leader, una guida su come fare cosa o un cortometraggio, film e chi più ne ha più ne metta. Quindi di cosa parliamo? Rispondendo a questa domanda te ne porrai un’altra alla quale sarà ancora più difficile rispondere.

3. Come lo realizzo?
Se per scegliere di “cosa” parlare hai dovuto ascoltare, il come rappresenta l’universo di sfumature alle quali attingere per raccontare quella determinata storia, informazione, contenuto commerciale. In quell’universo sei tu a doverti muovere e sei tu che sai come farlo. Saper scegliere è la cosa più importante, in questo momento. A seconda di quelli che sono gli obiettivi tu dovrai visualizzare un quadro generale dell’intero video iniziando a identificare anche i passaggi temporali, le dinamiche, azioni, cambi di situazione, intrecci narrativi: il particolare dopo aver compreso l’universale. Arriverà il momento di concepire una primissima struttura sulla quale annotare ogni sfumatura narrativa e visiva. Questa operazione molte volte, anche per questioni di budget, viene omessa. In realtà può fare davvero la differenza tra un video semplicemente amatoriale ed un altro di livello che sappia soddisfare le aspettative proprie, quelle di un pubblico e/o di un cliente.  Avere una struttura ti permette anche e soprattutto di girare- se sarai tu o altri a farlo- il materiale in funzione di un montaggio che hai già in testa. È chiaro che le prime volte non sarà facile ma con il tempo, una volta limati i particolari, ti saprai muovere velocemente su più livelli: pensare al cosa e al come in funzione di una struttura che sarà la base delle soluzioni che troverai poi in montaggio. Più riuscirai a fare questo e più potrai ottimizzare i tempi e rendere fluido il passaggio dall’idea, dalla carta, alla sua versione reale, all’insieme di immagini che comporranno una narrazione del tuo video. E proprio in merito alle immagini ti porrai un’altra domanda.

LEGGI anche quali sono LE 4 FASI CLASSICHE DELLA PRODUZIONE CIENMATOGRAFICA >>>clicca qui<<<

4. Cosa farò vedere?
Ogni contenuto video ha degli obiettivi che vengono perseguiti attraverso un racconto in immagini di una storia, che sia essa di natura commerciale, informativa o artistica. Le immagini di una storia sono fondamentali affinché possa essere conosciuta, compresa e vissuta emotivamente. Ecco perché è sempre consigliato attuare dei sopralluoghi nelle location scelte e realizzare uno storyboard di tutte le scene. Qui però bisogna fare una precisazione: non sempre è possibile realizzarlo e non sempre è obbligato. La cosa certa è che se si realizza uno storyboard prima di girare si è sempre facilitati nel momento in cui si realizzano le immagini. Certamente il budget a disposizione e il tipo di video da realizzare influenzano queste due attività. Quasi allo stesso momento ti porrai la quinta domanda.

5. Con cosa, come, quando e dove girerò?
Qui entriamo nello specifico campo del filmmaking e sono richieste una serie di prerogative che faranno la differenza in fase di produzione: attrezzatura, conoscenze tecniche e capacità di problem solving. A queste tre se ne aggiunge una ancora più importante: l’organizzazione. Quest’ultima prevede una divisione del tempo di lavoro a seconda delle necessità e della natura del video. Dovrai scegliere a che ora girare, dove, chi dovrà essere presente, come dovrà vestirsi, per quanto tempo e cosa dovrà fare. Grazie allo storyboard saprai quali sono le immagini da realizzare e, grazie alla struttura, il contesto narrativo da seguire. Brancolare nel buio in questa fase significherebbe mettere a serio rischio la realizzazione del video. Avere le idee chiare, invece, può fare la differenza. È possibile anche improvvisare ma è una dote che si acquisisce nel tempo. A fine giornata sarai soddisfatto e vorrai rivedere quello che hai fatto.

6. Cosa ho girato?
Rivedendoti tutto il girato avrai la consapevolezza delle possibilità e dei limiti che incontrerai durante la fase di editing. È qui che potrai riprendere i tuoi appunti, la struttura con tutte le annotazioni scritte durante la fase di produzione e comprendere quali saranno le problematiche- se ce ne saranno (e ce ne saranno sicramente !) – che avrai in montaggio. Qualcosa che avevi immaginato e che potrà invece funzionare meno, un cambio di rotta rispetto ad una idea che avevi avuto e, in generale, trovare soluzioni per non rendere meno efficace il tuo video. Arrivato a questo punto avrai solo un imperativo per procedere alla lavorazione: Montalo!

7. Il Montaggio preliminare è ciò che unisce la carta, l’idea, alla struttura che sceglierete per il vostro video. Vi porterà a riversare in timeline l’insieme delle vostre idee all’interno di un filo conduttore che sarà quello di un racconto in immagini. Qui, come è stato prima per la fase di filmmaking, entriamo nel vivo dell’editing e di tutte quelle conoscenze acquisite con il tempo che ci permetteranno di prendere decisioni adeguate al ritmo e le emozioni che vogliamo far vivere a tutti coloro ai quali è rivolto il contenuto. Qui si uniscono tutte le fasi precedenti e si tirano le somme. È il momento più importante dove si rende reale tutto quello che prima era stato pensato, poi prodotto ed ora editato. Questo primo montaggio ci permette di limare la struttura del video e non è richiesta una cura dei particolari. Quello che dobbiamo comprendere è il quadro complessivo per poi passare a focalizzarci sui dettagli. Saranno proprio i dettagli a fare la differenza.

 

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I prerequisiti del montaggio <<< clicca qui >>>

 

8. Nel Montaggio definitivo cureremo ogni aspetto, finalizzando quasi interamente il contenuto video. Avremo inserito anche gli effetti, le grafiche e qualsiasi altro tipo di strumento richiesto per la tipologia di video che stiamo realizzando. Il consiglio è di far passare qualche giorno dopo aver realizzato il montaggio preliminare prima di passare alla fase finale. Questo vi aiuterà a non abituarvi troppo alla visione e poter rimettere in discussione alcune scelte prese. Successivamente passerai al penultimo step.

9. La Revisione, sia essa attuata per conto proprio o nel caso di un video commissionato con un cliente o collaboratore, è il momento cruciale per la lavorazione di un video. Ci si confronta, si discute e si conclude il lavoro. Un consiglio generale per questa delicata fase è quello di far valere le vostre idee. In qualsiasi tipo di rapporto vi troviate nella fase di confronto e discussione, ricordate il motivo di alcune scelte prese e cercate il più possibile di renderle comprensibili alla persona che avete davanti. Siate aperti anche a tornare sui vostri passi ma solo dopo essere sicuri che quel cambiamento possa portare valore aggiunto al prodotto video. In merito alle modifiche richieste o comunque da adottare al video è bene fare una netta distinzione tra modifiche strutturali e modifiche circostanziali. Le prime vanno a modificare la struttura narrativa, le secondo riguardano semplici dettagli del video e richiedono poca lavorazione ulteriore. In caso vi venga richiesto di cambiare parti della struttura è bene evidenziare che questo vi porterà via maggiore tempo ed una lavorazione ulteriore. Se in questo caso il video è stato commissionato e la struttura è stata approvata prima della produzione, non sarebbe sbagliato chiedere una maggiore remunerazione. Di questi aspetti, in un video commissionato, è sempre bene accordarsi inizialmente così da evitare inutili incomprensioni e disguidi.

10. La Condivisione del video, una volta diffuso sul web, è fondamentale anche e soprattutto per promuovere i propri prodotti. Nei prossimi approfondimenti dedicheremo maggiore spazio a quest’ultima fase che merita un capitolo a parte. 

 

Queste sono le 10 fasi fondamentali per realizzare un video di qualità. 

 

LEGGI anche quali sono LE 4 FASI CLASSICHE DELLA PRODUZIONE CIENMATOGRAFICA >>>clicca qui<<<

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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