Introduzione

Se hai avuto la fortuna di goderti al cinema “Povere Creature” di Yorgos Lanthimos, la figura di Bella Baxter sicuramente ti avrà conquistato. Un anti-eroina o anti-principessa (a seconda dei punti di vista) che affronta sfide e ostacoli con determinazione e coraggio. Ciò che rende il suo personaggio unico è la sua umanità e complessità. Contrariamente agli stereotipi femminili tradizionali, non è semplicemente una figura angelica o puramente negativa, ma una donna piena di contraddizioni, desideri e speranze.

Bella incarna una figura femminile ricca di sfumature e contraddizioni, riflettendo le sfide e le esperienze delle donne nella società contemporanea. Il confronto con altre figure femminili presenti nel panorama cinematografico può illuminare ulteriormente il personaggio e le sue dinamiche.

E in questo 8 marzo 2024 abbiamo deciso di parlarne più nel dettaglio.

    Pinocchio o Frankenstein? La Bella anti-principessa che volevamo vedere al cinema

    In confronto con altre figure femminili del cinema, la protagonista di “Povere Creature” si distingue per la sua autenticità e realismo. Mentre molte altre eroine sono idealizzate o romanticizzate, lei è presentata con tutte le sue imperfezioni e vulnerabilità. Questo la rende incredibilmente affascinante e accessibile al pubblico femminile, che può identificarsi con le sue lotte e i suoi trionfi.

    Un altro elemento distintivo della protagonista di “Povere Creature” è il suo rapporto complesso con il potere e la sessualità. A differenza di molte altre figure femminili che sono oggetto di desiderio maschile o vittime di oppressione, lei è in grado di navigare il terreno instabile del desiderio e del controllo con una certa agilità e consapevolezza. Questo la rende un personaggio intrigante e sfaccettato, capace di ispirare discussioni e riflessioni sulle dinamiche di genere nella società contemporanea.

    Per certi versi Pinocchio e per altri il mostro di Frankenstein, Bella è soggetta ad una serie di pressioni e aspettative sociali che minano la sua libertà e autodeterminazione. Come molte altre donne nel cinema e nella vita reale, è costretta a confrontarsi con il patriarcato e le sue conseguenze, che si manifestano in forme sottili ed evidenti nella sua vita quotidiana. Questo la rende un personaggio profondamente tragico e commovente, la cui lotta per l’indipendenza e l’autenticità risuona con molte donne in tutto il mondo.

    Bella senza essere Barbie

    Nata due volte (ventre materno e dalla mano di un chirurgo visionario) il suo corpo splendido e le vesti dallo stile vittoriano si fondono con un cervello irriverente da bambina. Tecnicamente definita un mostro creato in laboratorio, nella realtà si manifesta come un essere libero.

    Bella ha un approccio alla vita guidato dall’istinto, desiderosa di scoprire e sperimentare ogni aspetto del mondo che la circonda. “Sono una festa di cambiamenti”, dichiara, esprimendo così il suo desiderio insaziabile di vita, conoscenza, relazioni e anche di sesso, vista anche quest’ultima come parte integrante del suo viaggio di scoperta.

    Bella, sopra ogni cosa, desidera, senza porre limiti al proprio desiderio, dominandolo senza essere dominata. Questo personaggio incarna il concetto del Mostruoso femminile, come teorizzato da Jude Ellison Sady Doyle, una figura che sfida e destruttura i tradizionali ruoli assegnati alle donne.

    Ed è la vera antitesi di Barbie: oscura, misteriosa, persino un po’ malvagia. Non è stata creata per essere amata dalle bambine, ma piuttosto è il risultato di un esperimento scientifico. Il suo mondo non è roseo e la sua bellezza non è perfetta, ma è conturbante. Tuttavia, come la Barbie di Gerwig, Bella affronta il patriarcato e conquista la libertà, seppur con un metodo diverso.

    Mentre Barbie scopre la sua identità attraverso l’esplorazione dei sentimenti e la riflessione sulla morte, Bella si immerge nel mondo desiderando leggere, conoscere, e fare ciò che desidera. La sessualità impetuosa e gioiosa di Bella è rappresentata come un grimaldello per la sua libertà, mentre la Barbie di Gerwig, priva di elementi erotici, si concentra sulla curiosità come arma di emancipazione.

      Profumo di Oscar

      Le candidature di “Povere Creature” agli Oscar hanno suscitato un notevole interesse e dibattito nel mondo del cinema. Il film, diretto da Yorgos Lanthimos e basato sul romanzo di Alasdair Gray, ha ricevuto un’ampia riconoscimento da parte dell’Academy, con ben 11 nomination, tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice Protagonista per Emma Stone nel ruolo di Bella Baxter.

      Queste numerose candidature attestano il riconoscimento della qualità cinematografica e dell’impatto culturale di “Povere Creature”. Il film ha saputo destare l’interesse della critica e del pubblico grazie alla sua trama intrigante, alle performance degli attori e alla regia di Lanthimos, che ha saputo portare sul grande schermo in modo coinvolgente la storia di Bella Baxter e del suo viaggio di scoperta e liberazione.

       

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