DaVinci Resolve: la Guida per iniziare

Scritto da Montalo

Scritto da Montalo

Aprile 4, 2021

 

Se vuoi montare video e stai cercando un software professionale da utilizzare sicuramente DaVinci Resolve potrà essere la scelta giusta. Abbiamo già visto quali sono i migliori programmi di editing e quelli più utilizzati dai professionisti.

Ogni software ha le sue particolarità e così come un libro non si giudica dalla copertina, anche un montatore o Video Content creator non può essere giudicato in base al software che utilizza.

Ognuno può scegliere il programma che più si avvicina al proprio modo di lavorare, alle proprie necessità, anche se nel mercato dell’audiovisivo e della post-produzione sono tre i software professionali più utilizzati (ecco quali).

Fatta questa premessa con la guida dettagliata di oggi scopriremo meglio insieme tutte le caratteristiche di DaVinci Resolve ed il perché potrebbe essere realmente il software che fa al caso tuo.

DaVinci Resolve è un software di post-produzione che inizialmente aveva come focus primario la Color Correction ma che negli ultimi anni si sta affermando anche come uno dei migliori software di editing. Si può scaricare anche nella versione gratuita con delle limitazioni. Per quanto concerne la versione a pagamento completa di tutti gli accessori, è previsto un costo inferiore ai 300 euro.

La licenza, una volta acquistata, ha validità anche per il futuro e non va rinnovata annualmente.

Prima di vedere come è possibile installare DaVinci Resolve sul tuo computer, sia la versione gratuita che quella a pagamento completa, capiamo insieme quali sono le caratteristiche generiche ed i vantaggi nell’uso di questo software.

Come prima cosa è importante dire che è utilizzabile sia per Mac che per Windows e Linux. L’integrazione agli impianti esistenti e alle piattaforme di tua scelta è facile e completa.

Se utilizzi Linux Red Hat o CentOS, puoi persino personalizzare la tua workstation con schede madre low-cost, processori super veloci, enormi quantità di RAM, e fino a 8 GPU.

È un software aperto e compatibile: è progettato per lavorare con tutti i formati, tipi di archiviazione e software di post più comuni. Sposta i tuoi progetti in XML, EDL, o AAF tra DaVinci Resolve e Final Cut Pro X, Avid Media Composer, e Premiere Pro. Ora grazie all’integrazione di Fusion puoi importare ed esportare i file di VFX con programmi come After Effects, e ProTools per la post audio.

La tecnologia di elaborazione dell’immagine di DaVinci Resolve vincitrice di un Emmy™ si svolge a 32 bit in virgola mobile e con un esclusivo spazio colore YRGB, che tratta la luminanza indipendentemente dal colore. Questo ti consente di regolare la luminanza senza dover ribilanciare i bianchi, i mezzitoni o i neri. Lo spazio colore interno è talmente vasto da gestire i workflow in HDR e ad ampio gamut di colori.

Permette una gestione semplice dei file RAW che spesso invece entrano in conflitto con altri software di editing. Chiaramente ve lo consigliamo per lavori professionali ma non per un uso sporadico. Il suo grande pregio? È il programma più avanzato per realizzare una Color Correction professionale.

Come installare DaVinci Resolve

DaVinci Resolve, a differenza di molti altri software professionali, permettere di accedere ad una versione gratuita senza alcun limite di scadenza. La versione gratuita non prevede tutti gli strumenti che nella versione a pagamento il software ti mette a disposizione. Questo non vuol dire che non sia comunque molto accessoriata, anzi!

Con la versione gratuita avrai la possibilità di creare video comunque professionali al di là di alcuni limiti.

Certo è che se vuoi fare il salto di qualità la versione a pagamento di DaVinci Resolve è la migliore scelta. Ed il bello che il pagamento viene effettuato solo un anno con una licenza a vita del software. Questa, fidati, è una grande cosa se prendiamo in relazioni gli altri software e le politiche di prezzo che hanno.

Se vuoi scaricare DaVinci Resolve su sistema Windows, quello che devi fare è andare sul sito ufficiale del programma e cliccare sul pulsante Scarica al centro della pagina.

Nel menu che si apre, facendo  clic sul bottone Windows situato nel riquadro DaVinci Resolve ti viene permesso di compilare un modulo fornendo i tuoi dati (Nome, Cognome, Azienda, Email …).Fatto questo clicca sul pulsante Registrati & Scarica.

A questo punto in automatico partirà il download del pacchetto d’installazione del software. In caso di problemi avvialo tu manualmente cliccando sul bottone DaVinci_Resolve_xx.x.x_Windows.zip.

Completato il download avvia il file .exe contenuto all’interno della cartella creata e procedi con l’installazione (fai clic sui pulsanti Sì, Install e Next, accetta i termini della licenza) ed il gioco è fatto!

Se invece vuoi installare DaVinci resolve su Mac la procedura da seguire è leggermente diversa rispetto a quella vista ma non per questo complessa.

Anche in questo caso la prima cosa da fare è andare sul sito ufficiale di DaVinci Resolve e cliccare sul bottone Scarica posto proprio al centro della pagina. Nel menu che si apre fai clic sul pulsante Mac OS X  nel box di sinistra. Fornisci i dati richiesti e fai clic sul bottone Registrati & Scarica.

Se non ci sono problemi dovrebbe partire in automatico il download. In caso contrario clicca sul bottone DaVinci_Resolve_xx.x.x_Mac.zip .

Una volta terminato il download apri il pacchetto .dmg che hai ottenuto e fai doppio clic dell’Install Resolve xx.x.x presente nella finestra che si aprirà. Successivamente clicca su Continua (per tre volte di seguito), Accetta e Installa.

A questo punto inserisci la password del tuo account utente su macOS nell’apposito campo testuale, premi Invio sulla tastiera e clicca sui pulsanti Chiudi e Sposta.

Prerequisiti necessari per utilizzare DaVinci Resolve sul tuo computer

Tutti i programmi per la post produzione audiovisiva, hanno sempre bisogno di computer che possano sostenere agilmente la lavorazione del materiale video.

DaVinci Resolve necessita di una configurazione hardware senza la quale è impossibile sfruttare il programma a pieno.

In una build pensata per la post-produzione video con DaVinci sono 4 gli aspetti fondamentali: CPU, GPU, RAM e sistema di archiviazione del materiale.

Partiamo dalla CPU. DaVinci Resolve, a differenza di altri programmi, utilizza meno la CPU rispetto alla GPU, ossia la scheda grafica. Questo non vuol dire che dobbiamo sottovalutare l’importanza del processore.

Per poter lavorare agilmente serve come minimo una CPU Intel Core i7 o AMD Ryzen 7. Se hai possibilità di acquistare un i9 o un Ryzen 9, ancora meglio.

Per quanto riguarda la RAM ti consiglio almeno 16 GB, ossia la quantità minima per maneggiare materiale Full HD. Se sei già sicuro che dovrai montare e colorare clip video ad una risoluzione superiore, il nostro consiglio è quello di partire da un minimo di 32GB di RAM.

Siamo arrivati alla GPU, sicuramente la componente più importante per lavorare in modo rapido e stabile con DaVinci Resolve. Il mondo delle schede grafiche è molto vasto, ci sono tantissime fasce di prezzo che spesso dipendono anche dalla disponibilità dei pezzi sul mercato (da quando il mining è diventato un’attività redditizia ci sono molte meno schede disponibili).

Anche in questo caso prima di citare i vari modelli, è bene sapere che è fondamentale avere una GPU con almeno 4GB di VRAM. Ovviamente se riesci ad avere 8 o più GB di VRAM la tua macchina andrà molto più spedita.

Per chi avesse intenzione di assemblare un computer da zero, segnaliamo le GPU RTX di Nvidia che vanno molto bene. Da poco è stata presentata la nuova generazione di 3060, 3070, 3080 e 3090 con un’ottima mossa da parte del produttore che ha abbattuto tantissimo i costi con prestazioni maggiori rispetto alla generazione precedente di 2060,2070,2080. In alternativa ci sono le Radeon RX.

Avere una GPU dedicata all’interno della propria macchina è sicuramente un grande vantaggio, soprattutto perché se acquisterai la versione Davinci Resolve Studio potai sfruttare la GPU hardware acceleration.

Si tratta di una funziona che permette di sfruttare la potenza della GPU per velocizzare alcune operazioni.

Altro importante aspetto è quello del Media Storage, ossia il sistema di archiviazione del proprio materiale.

Utilizzare gli SSD piuttosto dei classici HD meccanici permette di aumentare nettamente le performance di DaVinci Resolve.

Ti consigliamo quindi di valutare bene anche questo aspetto quando assemblerai o acquisterai il tuo computer.

Rispetto all’hardware citiamo un altro elemento fondamentale per quando non sia una componente interna, ossia il monitor. DaVinci Resolve sicuramente può essere usato per montare, ma sappiamo bene che è il re indiscusso della color correction e del color grading, quindi è importante metterci nelle condizioni migliori per poter affrontare anche questa fase della post produzione.

Investire su un monitor calibrato con una rappresentazione fedele dei colori è sempre la scelta giusta.

In caso non ci fosse budget sufficiente si può optare per soluzioni più economiche.

L’interfaccia di DaVinci Resolve

Entrati all’interno di DaVinci Resolve la prima cosa da comprendere è la sua interfaccia. Spostiamoci quindi dalla Media page alla Edit page semplicemente con un clic. La prima cosa da fare è comprendere le caratteristiche di questa schermata.

Come in tutti i software di montaggio che si rispetti, l’edit page è composta da alcuni elementi classici.  Un source viewer, ossia un monitor sorgente all’interno del quale è possibile caricare le clip video per guardarle e poi selezionare ciò che vogliamo montare.

Una timeline all’interno della quale andremo ad inserire le clip che vogliamo montare.

Un timeline viewer, ossia un secondo monitor in cui potremo poi osservare il montaggio di clip che abbiamo effettuato all’interno della timeline stessa.

Oltre a questi tre elementi abbiamo tutta una serie di icone che possono essere semplicemente attivate tramite un clic.

I 3 elementi fondamentali della Edit page sono:

Il media pool, effects library, edit index e sound library. La prima icona ci permette di aprire all’interno anche dell’edit page, il media pool che al suo interno contiene principalmente il materiale che andremo a montare. Ma non solo.

È importante tenere sotto controllo questa parte dell’interfaccia, perché così riusciremo a gestire le clip, sia video che audio, ma soprattutto anche le timeline.

In questo modo avremo il pieno controllo del progetto che stiamo montando.

L’effects library come dice il termine è l’archivio di tutti i nostri effetti.

In realtà quando si parla di effetti su DaVinci Resolve si fa riferimento a molti elementi diversi che troviamo all’interno del toolbox, OpenFX e audioFX.

Il toolbox è la voce più ricca e al suo interno troviamo le transizioni video e audio, i titoli, alcuni elementi da generare e alcuni effetti.

Poi ci sono  quelli che il programma chiama filtri e gli effetti di fairlight.

L’edit index è invece l’elenco di tutte le operazioni svolte.

Sound library è invece è una raccolta di suoni gratuita messa a disposizione da DaVinci Resolve.

Passiamo ora al lato destro della schermata, dove troviamo le icone di mixer, metadata e inspector.

La prima è molto importante perché ci permette di visualizzare il meters e il mixer.

Limitiamoci a dire che il primo tool serve per comprendere i livelli audio del nostro video, con una scala in Db, mentre il mixer può essere utilizzato per agire concretamente sulle nostre tracce.

La tab metadata invece è utile per conoscere tutte le caratteristiche delle nostre clip.

Una volta che ho selezionato il mio materiale all’interno di questa parte dell’interfaccia si possono leggere tantissime informazioni interessanti.

Sicuramente la prima parte, quella che salta subito all’occhio, contiene i metadata più interessanti. Li dobbiamo considerare come le caratteristiche interne del file stesso. Codec, frame rate, risoluzione, codec audio, frequenza di cambiamento e canali.

Ma ora siamo nella modalità default, come ci indica il comando con i tre puntini. Se clicchiamo su questa icona con una freccia verso il basso potremmo selezionare quelli che più ci interessano nella parte successiva.

Altra tab molto importante è l’inspector. Se facciamo clic sull’ultima icona riusciamo ad estendere il tutto fino alla timeline. Questo vale per tutte le schermate.

L’inspector ci permette di fare tante cose, dal controllo di alcune variabili della clip, fino a delle funzioni più avanzate. Il menu è diviso per video, audio, effetti, transizioni, immagini e file.

La prima cosa che notiamo sul source viewer poi è una serie di icone che servono proprio per gestire le clip al suo interno. Sono dei comandi piuttosto semplici: il play e il play reverse, per mandare in play la clip, lo stop per fermarla, il go to first o last frame per spostarci alla fine o all’inizio ed infine il play loop.

Il loop funziona solo quando andiamo a definire una porzione di questa clip che useremo per il nostro montaggio. Questo segmento viene definito semplicemente in e out.

Per posizionare un in e out possiamo utilizzare i comandi mark in e out nella parte destra della nostra source. Oppure ancora più facilmente, usare i tasti I e O sulla tastiera. Una volta scelto il nostro segmento potremo visualizzarlo in loop. Premiamo l’icona, che rimarrà arancione e andiamo su play.

Altro comando interessante è il match frame che permette di trovare il punto esatto della all’interno della nostra selezione. Ma per comprendere bene il tutto dobbiamo trascinare una clip in timeline.

Lo faremo in modo manuale, con un semplice drag n drop. Ora posizioniamo l’indicatore su un punto particolare della clip stessa. Se premo match frame, Resolve ritrova esattamente lo stesso frame all’interno del source viewer.

Analizzando il drop down menu che si trova in basso a sinistra troviamo diverse funzioni avanzate. Diciamo che riguardano tutti delle funzioni piuttosto avanzate di cui non parleremo in questa guida.

La timeline di DaVinci Resolve

La timeline di DaVinci Resolve è organizzata in modo molto semplice: una toolbar orizzontale posizionata sopra l’area di lavoro principale, divisa in tracce video e tracce audio.

Partiamo dal primo comando a sinistra, il timeline view options che ci permette di visualizzare in molti modi diversi questa parte dell’interfaccia.

Vediamo le prime tre icone: la prima è quella di stacked timelines che io devo dire utilizzo spesso. Una volta attivata permette di visualizzare le varie timeline presenti come delle schede adiacenti in questa parte del workspace.

All’interno della scheda, tramite la freccia, possiamo selezionare la timeline che ci interessa.

Ce ne sono due e possiamo scegliere quella che vogliamo. Inoltre c’è questo importante più che permette di aggiungere quante schede vogliamo, sempre selezionando la timeline dalla freccia in basso.

Subltitle tracks, permette di visualizzare le tracce per i sottotitoli qualora ci fossero. Audio waveform serve a scegliere se vogliamo visualizzare il fronte d’onda audio oppure no.

La parte sottostante invece ci permette di impostare la modalità di visualizzazione delle nostre tracce, sia quelle video che audio. Abbiamo a disposizione tre modalità per ognuno.

La film strip ci mostra tutta una serie di fotogrammi all’interno della traccia stessa.

La Thumbnail view solo un paio di thumbnail, ossia di immagini di anteprima, all’inizio e alla fine della clip.

La simple view ci mostra solo un segmento colorato. Questo per quanto riguarda il video.

Per l’audio invece una volta che ho attivato l’audio waveform in alto, posso cambiare alcune cose usando in combinazione questi comandi.

Non reflective waveform mostra l’onda in questo modo, come se fosse doppia.

Full waveform ci allarga la rappresentazione dell’audio, coprendo anche quella parte di spazio destinata al nome della clip.

Waveform border serve ad evidenziare i bordi dell’onda stessa, con un contorno nero che in realtà è abbastanza impercettibile.

Track height consente di gestire l’altezza delle tracce con due comodi slider.

Per quanto riguarda invece le icone della parte centrale, quelle più a sinistra riguardano proprio le operazioni pratiche di montaggio e per questo cominceremo da queste.

Partiamo con il primo blocco di 4 icone: selection mode, trim edit mode, dynamic trim mode e blade edit mode.

Rispetto ad altri programmi DaVinci Resolve condensa in queste 4 voci tutte le funzioni necessarie per montare.

Partiamo quindi dalla blade mode, la più intuitiva. Attivando questa icona il nostro mouse si trasformerà nella classica taglierina che ci permette di effettuare dei tagli. Comodo? In realtà non troppo.

Ti consigliamo di organizzare il tuo lavoro con dei segmenti da selezionare nella source e poi con altri tool andare a rifinire i tuoi cut piuttosto che buttare dentro una clip e tagliarla.

Proprio in relazione alla gestione dei tagli sono importantissimi la selection mode e la trim mode.

Già solo con questi due comandi possiamo fare praticamente tutto.

Partiamo dalla selection mode chiamata così proprio perché permette di selezionare, trascinare e spostare come meglio crediamo clip video e audio. Ma le sue funzioni non si limitano solo a questo.

Con il selection mode possiamo modificare i nostri tagli agendo sulla lunghezza della clip.

Posizionando il mouse sul taglio in testa o in coda di una clip, cliccando e trascinando possiamo modificare il segmento che avevamo precedentemente inserito.

È un modo molto intuitivo di operare, quello che tutti fanno sempre all’inizio e che ovviamente è valido anche per le clip audio.

Il problema di questa modalità e che crea dei gap, ossia degli spazi vuoti.

Se io prendo questo taglio in coda, lo sposto a sinistra, accorciando la clip, creo un buco che separa lo shot A e lo shot B.

Questo significa, selezionare il gap e cancellare, per attaccare di nuovo le clip.

Ma fortunatamente abbiamo a disposizione anche la trim mode.

Attiviamola tramite clic e vediamo cosa ci consente di fare.

La prima tecnica che possiamo utilizzare con la trim mode è lo slip.

Per slip, un termine comune a tutti i software di montaggio, s’intenda la possibilità di modificare il contenuto della clip senza modificare la lunghezza della stessa.

In termini pratici? Sto montando un video con una traccia audio dove ho lavorato bene sui tagli a tempo di musica.

La clip mi piace per tipologia di materiale, la sua lunghezza e quindi i tagli vanno bene ma il momento non è quello più giusto.

Lascio tutto invariato e scorro fino a che la scelta non mi convince.

Guardando con attenzione il timeline viewer dove mi vengono mostrati, il primo e l’ultimo frame della clip  che sto modificando e il primo della successiva.

Se invece porto il mio mouse nella parte basse della clip, per capirci quella in cui non è mai presente alcun thumbnail, attiva la modalità slide.

In questo modo riusciremo a spostare la clip che mantiene invariati i suoi tagli in qualsiasi parte della timeline, come se scorresse su dei binari.

Ma la trim mode consente di lavorare anche su i singoli tagli. Prendiamo un taglio in testa di una clip. Se ripetiamo la stessa operazione fatta in selection mode cosa succede? Questa volta il taglio rimane sempre nello stesso punto, ma se noi ci muoviamo a sinistra la clip si allunga. Se mi muovo a destra si accorcia.

Per semplificarti la vita, pensa che è come se arrotolassi e srotolassi la tua clip.

Qualsiasi cambiamento di lunghezza in questo caso non genera nessun gap.

Vediamo sul taglio in coda. In questo caso accorciamo a sinistra e allunghiamo a destra.

Questa modalità di montaggio molto comoda è conosciuta come ripple trim.

Un’altra tecnica da analizzare è quella del roll che riguarda solitamente due tagli adiacenti. Funziona allo stesso sia se siamo in selection sia in trim mode.

Basta posizionarsi al centro di un taglio, la nostra icona cambierà e potremo spostare più avanti e indietro il punto che unisce le clip.

In questo caso il contenuto non cambia, si sposta solo il taglio.

Lo snapping poi permette di attaccare, come se ci fosse una calamita, il nostro indicatore ai singoli tagli.

Il linked selection invece ci consente di modificare sia la clip video che la clip audio insieme se rimane attivo. Lavorando con questo comando spento, possiamo agire su questi elementi singolarmente.

Position lock  serve a bloccare la posizione delle clip in timeline.

Flag e marker vengono utilizzati per scopi simili, ossia quello di segnalare qualcosa, ma con modalità differenti. La flag serve a segnare una clip con una bandiera di diverso colore.  Magari posso segnarmi gli shot buoni da quelli che mi convincono meno. I marker invece servono a segnalare determinati punti della timeline o di una clip. Per inserirlo su una clip basta selezionarla prima di aggiungere il marker stesso. Utilizziamo questa funziona quando vogliamo ricordarci di inserire qualcosa in un punto specifico.

Ti consigliamo di utilizzare questi strumenti insieme alla clip color, molto importante per mantenere ordinata la timeline con un codice colore che può essere utile per individuare subito il materiale.

In questo caso facciamo clic destro sulla clip > clip color e scegliamo quello che preferiamo.

Ora veniamo ai comandi per lo zoom. Il primo è il full extent zoom che in modo dinamico mantiene la timeline estesa anche se andiamo a modificare la lunghezza delle clip.

Se con il trim allungo l’ultima è come se uscissi dal campo visivo della timeline. Appena rilascio il mouse se ho questo comando attivo torna tutto come prima.

Il detail zoom invece mantiene la timeline con zoom in avanti sempre in relazione al playhead, ossia all’indicatore.

Custom zomm ci permette di gestire lo zoom come vogliamo, tramite lo slider con + e.

Ultima icona della parte alta della timeline è quella che abbassa il volume dell’audio riprodotto, ma non modifica in nessuno modo i livelli di ciò che abbiamo in timeline.

Passiamo alle tracce video e audio. In alto abbiamo il timecode e subito sotto prima le video tracks e poi le audio tracks. Vediamo i comandi che abbiamo a disposizione.

Il primo è quello per la selezione della traccia con un clic, molto utile per il track targeting. Lock blocca la traccia.

Auto track selector ci segnala la traccia su cui andremo ad agire e disable video track disattiva la traccia interamente.

Le tracce possono essere spostate e invertite semplicemente con un trascinamento del mouse.

Per quando riguarda le audio tracks avremo due comandi aggiuntivi: solo per sentire quella sola traccia e mute per silenziarla.

Facendo clic destro avremo a disposizione anche altre funzioni: l’add track che aggiunge semplicemente una traccia video o audio a seconda di dove si è fatto clic con il tasto destro.

Add tracks che fa praticamente la stessa cosa ma con una schermata aggiuntiva che consente di scegliere in modo molto più preciso. Potremo stabilire il numero delle tracce e la loro posizione rispetto alle altre.

Per quanto riguarda quelle audio è possibile anche selezionare la tipologia a seconda del suono su cui stiamo lavorando.

I comandi sempre da tasto destro sulle tracce video ci consentono anche di aggiungere una subtitle track per i sottotitoli.

E poi i comandi del move up e down per gli spostamenti e quelli del delete della singola traccia che selezioniamo o di tutte quelle vuote. Questa è una soluzione buona quando si vuole mantenere la timeline pulita.

La gestione delle clip e le transizioni video

DaVinci Resolve ci mette a disposizione una serie di transizioni video che possiamo utilizzare nelle nostre produzioni. Per farlo dobbiamo attivare una specifica parte di interfaccia chiamata Effects Library e andiamo su Toolbox > Video Transition.

Al suo interno troveremo tutte le tipologie di transitions che DaVinci Resolve ci mette a disposizione.

Tra tutte quelle che è possibile scegliere, ci concentriamo in modo particolare sulle Dissolvenze, perché sono quelle che vengono usate più spesso da ogni montatore che si rispetti.

Sono quelle transizioni che potremmo definire canoniche, quelle che ogni consumatore medio di film e video è abituato a vedere più spesso.

Ti permetteranno di dare un’idea maggiore di professionalità, proprio perché sono quelle che vengono utilizzate al cinema. Le altre, a nostro avviso, lasciano il tempo che trovano.

Quando abbiamo bisogno di qualche transizione particolare, molto utili ad esempio per contenuti da pubblicare sul web, meglio non fare affidamento su quelle di default che DaVinci Resolve mette a disposizione.

Per quanto riguarda le dissolvenze è bene fare una premessa: per utilizzare qualsiasi transizione avremo bisogno di “maniglie”.

Ma cosa s’intende per maniglie?

Sono dei fotogrammi in più rispetto alla porzione di clip che abbiamo selezionato. Se noi definiamo un In e un out, isoliamo una parte della nostra clip che solitamente ha una durata maggiore. Questo significa che prima del taglio in testa e dopo il taglio in coda, ci saranno dei fotogrammi in più. Non li abbiamo selezionati ma ci sono.

Quando andiamo a posizionare una transizione, la maggior parte delle volte agisce anche su questi frames.

Se noi vogliamo allungare una transizione e non abbiamo questi fotogrammi sono guai: quando andremo ad afferrare una maniglia con il mouse, non potremo trascinarla nella posizione che vogliamo. Questo limiterà le nostre possibilità di scelta.

Quindi le maniglie sono fondamentali e per averle abbiamo bisogno di fotogrammi.

Torniamo alla nostra timeline e andiamo ad osservare bene il source viewer. Troviamo una porzione di clip che ovviamente continua sia prima che dopo la nostra selezione. Quindi abbiamo un margine, abbiamo dei fotogrammi in più.

Quando andiamo ad applicare delle transizioni alle nostre clip, soprattutto nel caso in cui la transizione stessa sia pensata per far interagire più clip, avere dei fotogrammi in più è fondamentale per fare in modo che il tutto funzioni correttamente.

A meno che non si tratti di una transizione posizionata volutamente sul taglio in testa o in coda, questi fotogrammi saranno sempre necessari.

Per applicare una transizione in realtà è molto semplice. Basterà fare clic, ad esempio su una cross dissolve, e trascinarla verso l’edit point.

DaVinci Resolve ci mostrerà un box che ci aiuterà a posizionare la transizione al meglio: a cavallo dell’edit point, sul taglio in coda della clip A o sul taglio in testa della clip B. Ovviamente, a seconda dell’effetto desiderato, si deve scegliere il giusto posizionamento.

Visto che abbiamo scelto una cross dissolve posizioniamola al centro. Prendiamone un’altra, mandiamo in play e come possiamo notare cambia l’effetto ottenuto, ma il funzionamento è lo stesso. A questo punto cerchiamo di capire come gestire una transizione.

In realtà è molto semplice ma per comprenderlo al meglio lasciamo questa cross dissolve e aggiungiamo un’altra dissolvenza sul taglio in testa.

In entrambi i casi è molto semplice: si tratta di posizionare il mouse sopra la transizione fino a che non comparirà un simbolo composto da due frecce. Facendo clic e trascinando potremo allungare o accorciare la transizione.

L’unica differenza e che se stiamo lavorando su una transizione che è posizionata al centro tra due clip, questa operazione andrà a modificarla da entrambi i lati.

Ma questo non è l’unico modo. Facendo clic prima sulla transizione e poi sull’inspector avremo la possibilità di effettuare delle modifiche molto più precise rispetto a quelle manuali.

Partiamo da duration che come ci dice il termine ci permetterà di modificare la durata sia attraverso i secondi sia attraverso i fotogrammi. Sono entrambe due opzioni valide.

Potremmo semplicemente digitare una durata in secondi o un numero di fotogrammi. In alternativa possiamo trascinare l’indicatore manualmente.

Se vuoi diventare un montatore professionista il nostro consiglio è quello di imparare a ragionare in secondi e fotogrammi, piuttosto che nel semplice trascinamento.

Per fare questo ovviamente serve un po’ di pratica e con la giusta esperienza ti assicuriamo che riuscirai ad avere la giusta sensibilità per gestire tutto tramite una certa quantità di frames.

Color Correction e Color Grading con DaVinci Resolve

Abbiamo sempre detto che DaVinci Resolve è il software migliore in assoluto per gestire la Color Correction e il Color Grading dei nostri video. È nato per questo, affermandosi poi negli anni anche come uno dei migliori programmi di editing.

Per affrontare le grandi possibilità che ci mette a disposizione questo software è bene prima comprendere la differenza tra Color Correction e Color Grading (leggi l’articolo). Ma non basta!

LEGGI anche La psicologia dei colori nei film (clicca qui)

Ci sono infatti dei prerequisiti sul colore che dobbiamo conoscere (leggi l’articolo). Concetti alla base di tutto il lavoro che si andrà a sostenere da colorist e per la correzione del colore come la differenza tra Hue, Saturation e Lightness (leggi l’articolo).

Ma perché DaVinci Resolve è realmente il miglior programma per la Color Correction ed il color grading presente sul mercato?

Per rispondere a questa domanda prendiamo in riferimento alcune caratteristiche che ci faranno fare un’idea globale delle grandi qualità di questo software.

La tecnologia di elaborazione dell’immagine di DaVinci Resolve si svolge a 32 bit in virgola mobile e con un esclusivo spazio colore YRGB, che tratta la luminanza indipendentemente dal colore.

SCOPRI di più sulla vera importanza degli schemi colore (clicca qui)

Questo ci consente di regolare la luminanza senza dover ribilanciare i bianchi, i mezzitoni o i neri.

Lo spazio colore interno è talmente vasto da gestire i workflow in HDR e ad ampio gamut di colori.

Poi c’è da prendere in considerazione il modo in cui DaVinci ragiona e dobbiamo assolutamente fare riferimento ai nodi.

 

Scopri come utilizzare le Curve su DaVinci Resolve (clicca qui)

Il node graph di DaVinci Resolve

I nodi, da sempre l’argomento più discusso e più importante di DaVinci Resolve. Non ti neghiamo che tutti, i primi tempi, possono sentirsi intimoriti dal node graph e le varie tipologie di nodi, soprattutto se il nostro background si basa molto sui software a livelli (leggi l’articolo Premiere vs DaVinci).

Invece con il tempo, lo studio e la pratica possiamo comprendere per prima cosa il loro funzionamento e soprattutto come ragiona un software di questo tipo.

Una volta all’interno di DaVinci Resolve e portate sul Media Pool una o più clip premiamo Alt + S per creare il primo Serial Node ovvero un nodo che non ha particolari caratteristiche e lo possiamo considerare un nodo base.

Una volta creato il serial node verrà inserito all’interno di questo spazio con due linee continue.

Il node graph rappresenta graficamente il segnale video sia di input sia di output entrambi collegati con linee continue.

Il grafico in questione ci dice in sostanza: parto da questa immagine iniziale (input), questa si collega ai nodi che saranno i veri e propri artefici di questa trasformazione e ottengo l’immagine finale (output). Questo è il senso del node Graph.

Ricorda che per fare in modo che questa pipeline sia sempre attiva bisogna far sì che il collegamento tra nodi venga mantenuto.

Scopri di più su tutte le tipologie di Nodi (clicca qui)

Color Wheels v.s. Log Wheels: ecco la differnza (clicca qui)

3 modi per convertire le tue clip in Log (guarda il video)

Le novità di DaVinci Resolve 17

Bisogna assolutamente parlare delle ultime novità lanciate nella versione DaVinci Resolve 17. E tra quelle ufficiali comunicate da Black Magic ci soffermeremo su due novità in particolare: HDR palette e Color Warper.

HDR PALETTE

Prima cosa che dobbiamo dire che HDR palette non riguarda in nessun modo HDR o SDR che impostiamo dal nostro color managment, è solamente il nome di questo tool. Consideriamoli come dei primaries potenziati.

Queste nuove wheels permettono di fare grandi cose. Prima di tutto attivandole insieme alla zone graph troviamo davanti a noi una tabella con una serie di zone a cui corrisponde un uguale numero di color wheels.

Cosa significa questo? Che noi attraverso queste palette potremo agire in modo molto più preciso sulla nostra immagine, scegliendo l’esatta porzione che vogliamo andare a modificare, divisa in 7 controlli diversi: 6 zone + global.

Ogni color wheel permette non solo di modificare l’esposizione ma anche la saturazione.

Per ogni wheel abbiamo poi la possibilità anche di visualizzare la porzione di immagine su cui stiamo lavorando, con la classica modalità di highlight.

Molto utili ovviamente, perché lavorare su una immagine senza sapere dove i controlli vanno ad agire, con tutte queste divisioni sarebbe molto più complesso.

Il nostro consiglio è quello di utilizzarle insieme al DaVinci wide gamut per avere la possibilità di sfruttare una porzione più ampia di immagine e usare tutte le zone a disposizione.

COLOR WARPER

Il color warper che possiamo attivare cliccando sull’icona successiva alle curve, è uno strumento che ci permette di agire su più variabili contemporaneamente.

Prendiamo in considerazione ad esempio hue vs sat. Il color warper permette di svolgere più operazioni contemporaneamente, attraverso uno schema molto simile sia ad una ragnatela che ad un vettorscopio.

Selezioniamo ad esempio la prima modalità: hue – saturation. Andando ad agire sui control point potremo selezionare uno specifico colore e cambiare la tinta e la saturazione, anche contemporaneamente. È molto facile.

Per quanto riguarda la saturazione ti basterà spostare il punto in questione verso l’esterno, secondo il principio del vectorscope secondo cui più ci si allontana dal centro, più si aumenta la saturation. Per quanto riguarda la hue invece dovrai spostarlo o verso il basso o verso l’alto, in direzione di una tinta specifica. Sommando le due azioni ovviamente posso agire su entrambe le variabili.

Ma questo non è l’unica modalità interessante di questo tool.

Cliccando su luma – chroma avremo accesso ad un’altra schermata dove potremo selezionare una tinta e spostare il control point da un lato e l’altro per agire sul colore. È come se andassimo ad agire con il controllo del temp e tint su quello specifico punto. Inoltre come nel caso precedente possiamo aumentare la luminosità di quel colore. Ovviamente possiamo combinare anche le cose.

Tutte le novità di DaVinci Resolve 17 (clicca qui)

Considerazioni

DaVinci Resolve è uno dei migliori programmi di editing e color correction in circolazione e ci mette a disposizione una grande serie di strumenti. Per usarlo al meglio e in maniera professionale hai bisogno di conoscere tutte le sue funzioni.

Quello che ti consigliamo è di seguire un percorso che ti dia le chiavi per diventare indipendente. Questa guida potrà aiutarti a muovere i primi passi sul software. Ma è solo l’inizio. Ecco perché …

 

Sono aperte le iscrizioni al corso DaVinci Resolve Mastery (clicca qui)

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