L’ellissi temporale come escamotage narrativo

Scritto da Silvio Laccetti

Scritto da Silvio Laccetti

Febbraio 17, 2021

Cosa si intende quando si parla di ellissi temporale e/o ellissi narrativa? I due termini spesso vengono usati come sinonimi e non è generalmente un errore. Il termine più appropriato però è ellissi temporale che viene usato come escamotage narrativo sia nelle opere letterarie che in quelle cinematografiche.

L’ellissi temporale è un vero e proprio salto del tempo all’interno della narrazione di un’opera. Questo significa, in sostanza, che non vengono riportati alcuni avvenimenti accaduti durante il periodo saltato. Un taglio, un’omissione, che si utilizza come un vero e proprio escamotage narrativo.

Chiaramente l’ellissi temporale influisce sia sul tempo del racconto che sul tempo della storia, facendo sì che il primo risulti minore del secondo, ma non invertendo l’ordine cronologico (leggi l’articolo sulla differenza tra tempo della storia e tempo del racconto).

Queste sono a grandi linee le caratteristiche di un’ellissi temporale utilizzata per scopi narrativi. Ma in un film o in un video questa scelta cosa comporta? Come possiamo gestirla al meglio?

Vediamo insieme.

 

Quando parliamo di tempo è chiaro che gli elementi che tiriamo in ballo sono tanti e differenti. Se però ci riferiamo alla narrazione e, ancora più nello specifico, alla narrazione di un video e di un film, bisogna prendere in considerazione due attività differenti: la scrittura ed il montaggio.

Per quanto concerne lo script è chiaro che chi lo realizza, chi scrive la storia del video/film ha in mente una serie di elementi temporali nei quali le vicende raccontate si svolgeranno.

Sarà poi in fase di montaggio che queste linee temporali prenderanno realmente forma e dovranno essere coerenti con il materiale girato ed il ritmo che si vuole dare al film/video.

Il montaggio mostra e nasconde e quando il montatore decide di omettere ciò che non serve fa uso di una tecnica chiamata ellissi temporale. Ne esistono di due diverse tipologie, una più macroscopica e una microscopica. La prima riguarda dei salti temporali più corposi, i così detti time skip. Possono essere dei salti temporali di ore, il passaggio dal giorno alla notte in due scene adiacenti, o salti di anni. Un esempio è la corsa di Forrest Gump in una delle scene celebri del film (guarda).

Quella scritta che vediamo sullo schermo è un’ellissi temporale macroscopica. Diciamo che questa concettualmente è la più semplice da riconoscere, è piuttosto palese quando viene utilizzata cosa che non è così evidente quando si tratta di microelissi. In questo caso invece si tratta di piccoli salti temporali, che asciugano una scena e eliminano dei momenti poco fondamentali che non danno alcun tipo di valore aggiunto alla scena stessa.

Ovviamente bisogna saper dosare questo strumento perché a meno che non si vogliano creare dei risultati non convenzionali, la continuità degli eventi soprattutto all’interno della stessa scena è fondamentale. Prima di tutto perché per infrangere le regole bisogna saperlo farle e in primis conoscerle in modo profondo, ma soprattutto perché senza continuità la percezione dell’audience viene minata.

Se io sto osservando un dialogo tra due personaggi A e B in cucina, A parla con B e B sta ai fornelli. Poi rivediamo A, se poi torniamo su B e lui sta al tavolo con il pranzo pronto ci sarebbe una mancanza di coerenza. La domanda che sorgerebbe spontanea è: “ ma come, nel giro di una battuta del personaggio AB ha finito di cucinare e sta già mangiando?”. Quindi bisogna fare questi piccoli salti temporali sempre con cognizione di causa.

L’ellissi microscopiche in fase di scrittura non sono sempre presenti: riguardano il più delle volte elementi di regia e di montaggio. Quello che però in uno script non deve mai mancare sono riferimenti temporali che sappiano poi rendere comprensibile al regista e al montatore gli elementi narrativi e temporali della scena e dell’intero film.

Su questo torneremo in un’altra occasione. Intanto è bene che tu sappia riconoscere e utilizzare con cognizione di causa l’ellissi temporale.

Se vuoi conoscere meglio tutti gli altri escamotage narrativi da utilizzare nel tuo film/video ecco quali sono (leggi l’articolo).

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