Creativi oltre il silenzio: la storia di Fabrizio Alessi

Scritto da Gianmarco Capri

Marzo 21, 2021

Facciamo parte tutti di una storia infinita e siamo il frutto delle nostre scelte. Ci sono percorsi professionali che ci aiutano a comprendere quanto sia difficile ma al tempo stesso entusiasmante riuscire a trasformare la nostra passione in un lavoro.

La community di Montalo è nata anche con l’idea di unire storie di professionisti del settore e freelance che sono riusciti ad inseguire i propri sogni.

Conoscere il loro percorso di formazione e lavorativo può aiutare tutti a capire come riuscire ad ottenere gli obiettivi prefissati.

Oggi abbiamo il piacere di raccontarvi la storia di Fabrizio Alessi, grafico pubblicitario e studente della Montalo Academy. Quando lo abbiamo conosciuto ci ha colpito la sua storia oltre che il suo percorso professionale. Fabrizio infatti ha una passione infinita per il mondo delle immagini e un grande spirito di sacrificio, volto a migliorare costantemente e cercare di aggiornare le proprie competenze. Un percorso il suo che ci fa comprendere quanto per raggiungere certi risultati bisogna impegnarsi oltre i limiti e gli ostacoli che possiamo trovare lungo il tragitto.

Leggi tutte le storie di professionisti che abbiamo raccontato (qui)

Come ogni intervista che realizziamo, voglio partire da una tua presentazione.

Ciao Ragazzi, mi chiamo Fabrizio Alessi, ho 43 anni e vengo da Tarquinia in provincia di Viterbo. Attualmente sono un grafico pubblicitario e mi occupo principalmente di Grafica, Stampa Digitale e Serigrafia, soprattutto quella Tessile. Amatorialmente realizzo video e animazioni video.

Hai ogni giorno a che fare con contenuti multimediali. Cosa ti affascina di più di questo mondo e del mondo dell’audiovisivo in generale?

Sono sempre stato affascinato dalla comunicazione visiva, dalla fotografia. Amo “leggere” le immagini e coglierne il significato, constatare in quelle pubblicitarie se danno la giusta sensazione al messaggio che si vuole mandare. Quando sono particolarmente colpito da un volantino o un manifesto, mi viene automatico fermarmi, osservarlo e immaginare lo studio con cui è stato creato. Le disposizioni e gli spazi utilizzati, i colori e i loro accostamenti. Nel settore audiovisivo in generale mi affascinano i videoclip musicali di un certo spessore, immaginando come siano stati girati e quali tecniche di ripresa e montaggio siano state usate. Poi sono un super appassionato dei titoli in motion graphic, soprattutto quelli di testa o di coda dei film. Mi fanno veramente impazzire. Scoprire e capire la dinamicità di un’animazione mi fa restare incollato allo schermo come un bambino che li guarda per la prima volta.

Il tuo percorso formativo:  raccontaci un po’ di queste esperienze e degli ostacoli incontrati durante la formazione.

Dopo aver studiato presso l’Istituto Tecnico per Geometri (in famiglia sono tutti geometri , Architetti e Ingegneri e quindi potete immaginare chi mi hanno obbligato a seguire questa strada ), ho seguito la mia indole, iscrivendomi  all’Accademia delle Belle Arti e Nuove tecnologie a Roma, con specializzazione in Computer Grafica. Nonostante mi affascinassero tutte le materie e studiavo di più degli altri, per essere certo di cogliere tutti i concetti dei docenti. Ho divorato libri e libri su questi argomenti per non tralasciare nulla. Diciamo ecco che grande ostacolo è stato lavorare il doppio per una cosa che gli altri ottenevano con facilità. Ma ciò accade comunque nella vita di tutti i giorni. Questo titolo di studio mi ha permesso di trovare subito lavoro nella mia città e rifiutare diverse offerte arrivate su Roma. Questa è stata una fortuna, il fatto di trovare subito lavoro, perché sono stato uno dei primi della mia città ad avere una specializzazione in computer grafica e le conoscenze necessarie per questo lavoro.

Il passaggio dalla formazione del mondo del lavoro: quali sono state le prime esperienze lavorative e le difficoltà incontrate. Come le hai superate?

Come tutti i lavori, passare dalla formazione al lavoro vero e proprio significa continuare il proprio viaggio formativo. Il lavoro pratico, se pur differente da quello che studi sui libri, si apprende e non basta solo avere conoscenze e creatività. Bisogna imparare anche a far fronte alle varie richieste del mercato che la scuola non ti insegna. Sapersi adattare alle varie tipologie di clientela e soprattutto alle richieste di lavoro che spesso rompono tutti quegli schemi che studi nei percorsi accademici. Grazie ai primi lavori ho compreso che bisogna sapersi mettere nei panni del cliente, di ragionare come farebbe lui e cercare di parlare la sua stessa lingua.

Lavori sia come freelance che come professionista assunto. Ci racconti i lati positivi e negativi di entrambi?

Sostanzialmente, a livello creativo, non riscontro differenze. Applico me stesso in qualsiasi lavoro realizzo. L’unica vera differenza è che come freelance il cliente cerca me perché vuole me, conosce e sa come lavoro, quindi credo che questo mi dia più soddisfazione personale.

Perché hai scelto di seguire i nostri corsi?

Tenendo conto che sono da sempre assetato di conoscenza su tutto ciò che riguarda la comunicazione visiva, video, motion graphic, videomapping, e andando fuori tema, arte creativa manuale, il fai da te … insomma tutto ciò che mi permette di essere creativo e sfidare le mie potenzialità, Montalo è capitato tra le mie mani durante il lockdown. Un periodo così negativo per molti di noi, e quale momento migliore per buttarsi a capofitto in nuove strade da esplorare? Tra i tanti corsi che si proponevano sul web, Montalo ha catturato la mia attenzione. Ho deciso di acquistare il Total Pack ed è così che è iniziata una nuova sfida. Per ora ho concluso After Effect Mastery e sto per terminare Premiere Mastery. I docenti sono fantastici, conoscono il loro mestiere e alternano le lezioni con delle guide e consigli dettati dalla loro esperienza. Trovo le lezioni ben fatte e molto tecniche e spero in futuro di trovare altri corsi rivolti all’aspetto creativo.

No spoiler, però in futuro ce ne saranno molti così …

Fantastico!

 

Seguendo personalmente il tuo percorso nei corsi di Montalo, insieme a Giuseppe Bravo, ho subito capito che avevi una marcia in più dettata dalla tua grande passione. Poi quando ci siamo conosciuti e mi hai raccontato la tua storia sono rimasto colpito ancora di più. Non senti di avere realmente una marcia in più rispetto ai tuoi colleghi?

Sono una persona che si mette sempre in discussione, pessimista e perfezionista per natura, caratteristiche forse fortemente accentuate a causa della mia situazione. Sono sordo e per quanto questo possa essere un problema in molte occasione ho cercato di non farlo diventare un limite. Porto rispetto sempre ai lavori dei miei colleghi e competitor, perché in fondo ognuno di noi vede le cose in base alle proprie esperienze ed è importante e fondamentale rispettare gli altri. Non siamo tutti uguali. È difficile che mi do una pacca sulle spalle da solo per intenderci. Cerco sempre negli occhi di chi guarda i miei lavori la loro reazione, per capire se colpiscono e se sono riuscito a dare qualcosa in più rispetto a quello che gli avrebbe offerto un collega. Il fatto che io sia sordo resta e resterà sempre un problema, di certo nessuno potrà mai eliminarlo. Ma questo non deve darmi la possibilità di trovare scuse, di impegnarmi di meno. Anzi! Voglio fare e dare più del massimo sempre. Non ti nascondo che il fatto di essere sordo mi ha sempre fatto provare grande insicurezza ed è forse questa la cosa più brutta.

Siamo nell’Era del video, sempre più al centro di tutte le attività di Comunicazione e promozione. Cosa pensi che avverrà nei prossimi anni e quali sono le skill richieste dai Video Content creator del futuro rispetto al tuo settore?

Purtroppo o per fortuna, siamo in costante e continua evoluzione con la tecnologia e con la possibilità di svolgere e produrre in qualsiasi posto ci troviamo qualsiasi cosa, dai video alla grafica. Una cosa che oggi funziona potrebbe non funzionare più domani. La società e le abitudini cambiano velocemente. Una skill che dovrebbe essere fondamentale per il futuro (in verità già da adesso) è avere sempre la mente aperta, essere sempre curiosi e accettare i cambiamenti. Unica mia paura è che venga svalutato fortemente il nostro lavoro, e lo dico senza la volontà di fare polemica. Oggi chiunque può realizzare un logo senza applicare i principi fondamentali della comunicazione e del marketing, utilizzando gli strumenti “fai da te” presenti su internet. Idem per i video da pubblicare come stories su Instagram senza una logica. E quindi non ci sarebbe più bisogno, solo apparentemente, di “tecnici del settore”.  Questo aspetto mi preoccupa.

Quali sono le sfide che intendi perseguire nei prossimi mesi e anni?

Finché il tempo me lo permetterà ho una lista infinita di obiettivi che vorrei conseguire, quasi tutti mirati alla formazione personale. Più che sfide ho dei sogni nel cassetto. Mi piacerebbe partecipare alle riprese di un film o di un videoclip, dallo studio alla realizzazione, dalle riprese alla post produzione, gestire la motion graphic dei concerti live e infine realizzare un videomapping.

 

 

L’intervista a Fabrizio Alessi è stata inserita nel Manuale Essere Video Content Creator. Le basi per realizzare video di Gianmarco Capri. Il testo è in omaggio per chi possiede la Montalo Card (scopri di più)

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