Il fattore di crop: perché è importante calcolarlo

Scritto da Fabrizio Rienzi

Scritto da Fabrizio Rienzi

Febbraio 19, 2021

A cosa ci si riferisce quando si parla di fattore di crop? Abbiamo già detto più volte nei nostri articoli che, chi lavora in questo ambito, deve sapersi muovere con i giusti termini. Purtroppo al terminologia è importante per poter essere sicuri di “parlare la stessa lingua”. Spesso i termini sono in inglese e le traduzioni non aiutano, anzi (scarica la guida sul glossario della motion graphics).

Questa settimana prendiamo in considerazione il crop factor o fattore di crop, un’espressione che nel mondo delle fotocamere digitali indica il rapporto fra la diagonale di un tradizionale sensore pieno formato e la diagonale di un sensore più piccolo.

Il termine crop si riferisce appunto al fatto che un sensore più piccolo registra, a parità di condizioni, un’immagine che corrisponde a una porzione interna (un ritaglio) di quella che sarebbe registrata da un sensore più grande.

Ma cosa intendiamo con a “pieno formato”?

Ci riferiamo al formato 35 mm ovvero alle fotocamere che hanno un sensore di dimensioni pari al negativo 35 millimetri (fattore di crop = 1). Per quelle a formato ridotto quelli, più piccole, il fattore di fattore di crop è inferiore a 1.

Ma andiamo con ordine.

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L’effetto più evidente del fattore di crop è che un obiettivo fotografico con una data lunghezza focale, applicato a un sensore più piccolo, restituisce un’immagine apparentemente “ravvicinata”, in realtà quanto ritagliata che, per angolo di campo, corrisponde a quella prodotta da un obiettivo di lunghezza focale maggiore.

Per esempio, un obiettivo con focale 50mm, applicato a un sensore con fattore di crop 1,5, produce un’immagine che ha un angolo di campo uguale a quella prodotta da un obiettivo 75mm applicato a un sensore full frame.

Per questo motivo, il fattore di crop viene anche spesso indicato impropriamente come “moltiplicatore di focale”.

L’affermazione è impropria perché, oltre all’angolo di campo, la lunghezza focale di un obiettivo ha numerose altre implicazioni, che non sono interessate dal fattore di crop, o non in maniera proporzionale: per esempio, la profondità di campo non è influenzata dalla dimensione del sensore.

Quindi quando scegliamo una camera, in base al sensore che monta dobbiamo sempre considerare il crop factor e essere consapevoli che quando montiamo una lente, l’immagine che ne risulterà sarà il valore della lente moltiplicata per il fattore di crop.

Ricordati che il super 35 ha un crop factor variabile tra 1,4 e 1,6, l’APS C invece 1,5 o 1,6  l’APS H 1,3 e il micro 4/3 2 (leggi l’approfondimento sul sensore).

Poi non dobbiamo dimenticarci degli speedbooster (leggi l’approfondimento sugli obiettivi).

A differenza dei normali anelli adattatori montati sull’innesto del corpo macchina, che permettono di montare obiettivi con attacchi diversi, questi strumenti dal funzionamento simile, oltre a poter cambiare attacco, permettono di recuperare dei mm importanti.

Come?

Riescono a farci recuperare un po’ di angolo di campo con un valore variabile a seconda delle caratteristiche dello speedbooster stesso e quindi quando andrai ad effettuare i calcoli per il crop factor dovrai aggiungere un altro fattore di moltiplicazione.

Vediamolo insieme: io ho una camera micro 4/3 che monta un speedbooster con un fattore dello 0,71 e voglio montare un 50mm.

Il calcolo da fare sarà 50 x 2 x 0,71.

 

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