Passione Motion Graphics: la storia di Giuseppe Bravo

Scritto da Gianmarco Capri

Marzo 11, 2020

Facciamo parte tutti di una storia infinita e siamo il frutto delle nostre scelte. Ci sono percorsi professionali che ci aiutano a comprendere quanto sia difficile ma al tempo stesso entusiasmante riuscire a trasformare la nostra passione in un lavoro.

La community di Montalo è nata anche con l’idea di unire storie di professionisti del settore e freelance che sono riusciti ad inseguire i propri sogni.

Conoscere il loro percorso di formazione e lavorativo può aiutare tutti a capire come riuscire ad ottenere gli obiettivi prefissati.

In questo sesto appuntamento, dopo aver raccontato la storia di Davide Mazzetti  , quella di Giampiero CivicoFabrizio RienziSilvio Laccetti e Chiara Santoro, oggi vi raccontiamo il percorso formativo e professionale di Giuseppe Bravo.

Una storia che ci può insegnare come trasformare una propria passione in un lavoro e riuscire a vivere di questo.

Giuseppe partiamo dalla tua presentazione …
Mi chiamo Giuseppe Bravo, vengo da Montelibretti, in provincia di Roma, ma sono di origini palermitane. Vivo a Roma e mi occupo di Motion Graphic.

Raccontami come è nata la passione per l’audiovisivo. Quando e quanti anni avevi?
La passione per l’audiovisivo è nata circa 6 anni fa, avevo 18 anni e stavo frequentando un’accademia di grafica pubblicitaria, la cui passione è nata invece da circa 9 anni. Sentivo però che c’era qualcosa che mi stava frenando, qualcosa che avrei voluto tirare fuori in più rispetto alla grafica “statica”.

Qual è stato il tuo percorso formativo?
Nel 2015, dopo aver lasciato l’accademia di grafica pubblicitaria, mi sono iscritto alla Romeur Academy, nel corso di Video Post Produzione. Già da qualche mese però avevo iniziato a studiare After Effects e ad avvicinarmi alla Motion Graphic da autodidatta.

Pensi che saresti riuscito ad ottenere gli stessi risultati in termini di formazione senza iscriverti ad una accademia?
Non penso che sarei riuscito ad ottenere gli stessi risultati in termini di formazione senza iscrivermi ad un’accademia, sia per quanto riguarda l’accademia di grafica pubblicitaria sia per quanto riguarda quella di Video Post Produzione. Essere autodidatta aiuta tantissimo, ma arriva un punto in cui devi necessariamente affidarti a dei professionisti.

Devi avere una conoscenza a 360° dell’ambiente in cui lavori e collabori, a maggior ragione per un Motion Graphic Designer, che si trova a metà strada tra la parte grafica e la parte video, è importantissimo conoscere bene entrambi i settori.

Quando hai iniziato a lavorare come motion graphic designer, per quale società e come sei riuscito a trovare questa prima occupazione?
La prima società a darmi fiducia è stata la stessa Romeur Academy, nel 2016, che mi ha assunto per un anno, a fine corso. Lì ho curato la post produzione video dei materiali che sarebbero serviti per la promozione social della stessa accademia fino al 2018, quando poi sono entrato nel team di Vertigo, di cui faccio parte tuttora.

Quali sono state le successive esperienze?
L’anno successivo, il 2017, ho cominciato a lavorare da freelance, collaborando con diverse aziende.

La prima è stata la VideoLoop, società che collabora con la RAI e grazie alla quale ho iniziato a lavorare per alcuni programmi televisivi. Parallelamente ho collaborato con alcuni docenti dell’accademia in cui ho lavorato e studiato per dei progetti esterni.

Qual è la cosa più bella secondo te del lavoro che svolgi?
La cosa più bella del lavoro che svolgo è che è in continua evoluzione e sarà così all’infinito. Magari cambieranno i software, le macchine, ma la concezione di Motion Graphic continua a svilupparsi, anche in base a quelle che sono le esigenze delle generazioni.

Quali sono i passaggi fondamentali per poter accedere al mercato del lavoro?
Ci sono due modi per poter accedere al mercato: frequentate un’accademia e fatevi indirizzare dai docenti o altrimenti fatevi conoscere sui social. È la migliore pubblicità che possiate fare.

Quali sono state le difficoltà più grandi che hai trovato durante il tuo percorso formativo e professionale?
La più grande difficoltà è stata quella di arrivare ad un punto in cui i tutorial, l’accademia non servivano più. Avevo bisogno di esperienza sul campo in cose che non sapevo fare.

In che modo sei riuscito a superare questi ostacoli?
Sono riuscito a superarlo affiancando un ragazzo più grande e con più esperienza di me e questa cosa mi ha aiutato tantissimo, anche solo nel vedere come lavora lui. Come ci sono arrivato? Basta chiedere con gentilezza.

Qual è a tuo avviso il grande limite del tuo settore, per lo meno in Italia?
Il grande limite del mio settore in Italia è il fatto che sia sottopagato. E’ purtroppo non è l’unico settore. Si pensa che sia tutto abbastanza facile e scontato. Non è così. Ma qualcosa si sta muovendo, piano piano … .

Quali sono invece gli aspetti positivi di lavorare in Italia?
Un aspetto positivo di lavorare in Italia è che anche l’Italia, con i suoi tempi, si sta espandendo e quindi sta aprendo le porte al campo dell’animazione. Un altro aspetto positivo è che in Italia ci sono tante scuole di inglese per imparare la lingua e andare a lavorare all’estero (ahahahah).

Qual è il software che usi e perché?
Utilizzo After Effects, perchè è stato il primo che ho conosciuto e con cui ci sono cresciuto. Ormai è quasi un amico di infanzia con cui mi arrabbio o talvolta gioisco.

Oltre a questo hai avuto modo di utilizzare altri software? 
Non puoi utilizzare After Effects, se non sai utilizzare Photoshop e Illustrator. Non puoi animare, se non sai creare. Di tanto in tanto utilizzo anche Premiere Pro, se devo fare qualche operazione di editing.

Cosa rappresenta per te questo lavoro?
Questo lavoro per me è la realizzazione di un sogno. E’ quello che volevo fare quando ero adolescente. Ricordo che guardavo i primi video su Youtube e sognavo di poter fare lo stesso.

Quali sono le fonti principali a cui attingi per creare: film, pubblicità …
I film e le serie tv, specialmente quelle moderne, sono una grande risorsa a livello di motion graphics sia 2D che 3D. Ma anche dagli stessi social (primo su tutti Behance) così come puoi utilizzarli per pubblicizzare i tuoi lavori, allo stesso modo puoi anche prendere un sacco di spunti.

In un progetto totalmente sviluppato e realizzato in motion graphics, solitamente come viene organizzato il workflow produttivo? 
Solitamente in un progetto di sola motion graphics, comincio cercando di capire in che strada vuole andare il cliente, propondendo delle reference e intuendo un po’ quelli che saranno i tratti caratteristici del progetto. A quel punto comincio con l’impostazione grafica delle tavole e una volta approvata, procedo con l’animazione per evitare di dover fare il doppio lavoro.

Qual è la grande differenza tra lavorare per prodotti broadcast o per prodotti web ?
La grande differenza è fondamentalmente il target. Un prodotto per il web è un prodotto più smart e quindi puoi concederti un po’ più di libertà creativa rispetto all’istituzionalità della televisione.

Quali sono i consigli che ti sentiresti di dare a tutti quei ragazzi che vogliono intraprendere una carriera del tuo stesso settore?
Il consiglio che do è di non fermarsi mai.

 

Continuate a cercare qualcosa che non sapete fare e vi piacerebbe saper fare. Trovate il modo di impararlo, la soddisfazione finale sarà il miglior risultato.

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