Il Montaggio parallelo

Quante volte hai sentito parlare di montaggio parallelo? Ti sarai chiesto cosa caratterizza questa tecnica e cosa la differenzia da quella del montaggio alternato.

Il tempo è una variabile fondamentale per tutti coloro che realizzano il proprio film/video. Con il tempo possiamo giocare, prendere in giro e sorprendere lo spettatore. Ma per farlo è necessario conoscere alcuni aspetti della sua gestione dal punto di vista narrativo.

Abbiamo parlato in un precedente articolo di come è possibile dare senso alle immagini e in particolare della sintassi filmica attraverso il famoso e noto effetto Kulesov (leggi qui).

Abbiamo anche già visto il rapporto tra montaggio e tempo, oltre a quello tra montaggio e spazio, quali sono gli escamotage narrativi più frequenti in un film/video parlando dell’ ellissi temporale (leggi l’articolo)e della differenza tra un flashback e un flash forward (leggi l’articolo).

Oggi ci soffermiamo sul montaggio parallelo ovvero una tecnica che permette di intrecciare due o più scene che si ripetono alternativamente e che si svolgono in spazi e tempi diversi. Si differenzia dal montaggio alternato perché non c’è, alla fine, un ricongiungimento fra le due scene. Hanno sì un tema in comune ma non vengono ricongiunte insieme e assumono un valore prettamente simbolico.

Per comprendere meglio questa nozione teorica ci aiuteremo con esempi di film nei quali è presente questa tecnica. Abbiamo scelto film vecchi e più recenti ma la lista potrebbe essere molto più lunga.

Intolerance (1916) di David Wark Griffith

La pellicola è interamente costruita in montaggio parallelo. Il film abbraccia circa 2500 anni di storia da Babilonia (la sua caduta nel 539 a.C.) alla Giudea (la crocifissione di Gesù), dalla Francia (la strage degli ugonotti del 1572 nella notte di san Bartolomeo) agli USA (uno sciopero del 1914). La scelta degli episodi dovette probabilmente seguire i generi allora maggiormente praticati nel cinema: il film colossale per Babilonia (ispirato alle opere di Pastrone), il “film d’arte” francese (l’episodio rinascimentale), le Passioni, e il dramma a sfondo sociale (di Griffith stesso). Tra una scena e l’altra compare spesso la scena di una madre che dondola una culla (Lillian Gish) illuminata da un raggio: è la culla del tempo e il suo dondolio è la continuità, da un verso di Walt Whitman. La scena compare ben 26 volte nel film (16 nell’edizione ridotta attualmente in circolazione) e fa da raccordo tra le varie storie. Tre vecchie sono sedute sullo sfondo, forse un’allusione alle tre Parche. Le storie sono montate parallelamente e ciascuna ha i suoi protagonisti.

Sciopero! (1924) di Sergej Ėjzenštejn

Nella Russia protoindustriale del 1912 un operaio è ingiustamente accusato di furto dai suoi padroni. Disperato per l’ingiustizia subita, si impicca sul posto di lavoro. I lavoratori della fabbrica organizzano clandestinamente uno sciopero di solidarietà e protesta che non è solo un atto di accusa alla durezza padronale ma anche un esempio di fraternità tra lavoratori. Ma i padroni si aspettano una sommossa ed indagano servendosi di spie. Lo sciopero è duro e drammatico. Gli operai rivendicano una più equa condizione di lavoro. I padroni rispondono tentando di corrompere i lavoratori più deboli. La polizia a cavallo, agli ordini dei padroni, si schiera a difesa della fabbrica. Lo sciopero continua, portando in breve tempo le famiglie alla fame. I padroni assoldano anche dei malavitosi al fine di produrre danni di cui incolpare i manifestanti. La polizia interviene e massacra gli scioperanti e le loro famiglie con immane violenza. Sedata la sommossa, la strada rimane una desolata distesa di cadaveri. La storia sembra terminata, ma da lì a cinque anni ci sarà la Rivoluzione d’Ottobre. Nella narrazione vengono inserite sequenze estranee al racconto. Lo stesso regista lo ha definito come il “montaggio delle attrazioni”.

Il Padrino (1972) di Francis Ford Coppola

Al di là della trama del film- è impossibile non conoscerla (eccola)- parliamo di una scena in particolare ovvero quella del battesimo del neonato Michael, il figlio di Carlo e Connie, inserita verso la fine del film. Michael Corleone giura di rinunciare a Satana accanto alla fonte battesimale mentre in parallelo avviene una resa dei conti sanguinaria che porta all’eliminazione di tutti i nemici del nuovo boss.

Il Divo (2008) di Paolo Sorrentino

Giulio Andreotti (Tony Servillo) sta assistendo ad una gara di ippica mentre si sta compiendo l’omicidio di Salvo Lima. Una doppia corsa, quella dei cavalli e quella di Lima, Un raccordo di sguardi unisce le due “gare”, quella dei cavalli e di Lima insieme. In entrambe Andreotti resta spettatore.

La lista di film in cui è presente il montaggio parallelo potrebbe essere molto più lunga. Ne abbiamo scelti solo alcuni ma ti segnaliamo anche Apocalypse Now, Schindler’s List e Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re e molti altri.

Potrebbe interessarti anche l’articolo 50 film per conoscere l’arte del montaggio (leggi)

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