Il node graph di DaVinci Resolve: tipologie di nodi a confronto

Scritto da Gianmarco Capri

Scritto da Gianmarco Capri

Aprile 21, 2021

Se vuoi montare video e stai cercando un software professionale da utilizzare sicuramente DaVinci Resolve potrà essere la scelta giusta. Abbiamo già visto quali sono i migliori programmi di editing e quelli più utilizzati dai professionisti.

I nodi, da sempre l’argomento più discusso e più importante di DaVinci Resolve. Tutti, soprattutto i primi tempi, si lasciano intimorire dal node graph e dalle varie tipologie di nodi. Invece con il tempo, lo studio e la pratica è possibile comprendere per prima cosa il loro funzionamento, ma soprattutto come ragione un software di questo tipo.

Ecco perchè oggi con Gianmarco Capri, docente della nostra Academy (scopri i suoi corsi) analizzeremo tutte le tipologie di nodi messe a disposizione su DaVinci Resolve.

 

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Serial Node

Una volta all’interno di Resolve, carichiamo una clip nel Media Pool e trasciniamola in timeline per poter vedere come funziona nel dettaglio un node graph.

Questa parte dell’area di lavoro di Resolve è il cuore delle operazioni che si andranno a svolgere sulla nostra immagine.

Premiamo Alt + S per creare il primo Serial Node, un nodo che non ha particolari caratteristiche e lo possiamo considerare un nodo base. Come ti accorgerai una volta creato il serial node verrà inserito all’interno di uno spazio con due linee continue.

Il node graph rappresenta graficamente il segnale video sia di input, rappresentato da questo controllo, sia di output, entrambi collegati con delle linee continue.

Il grafico in questione ci dice questo: parto da questa immagine iniziale (input), questa si collega ai nodi che saranno i veri e propri artefici di questa trasformazione e ottengo l’immagine finale (output).

Questo è il senso del Node Graph.

Ricorda che per fare in modo che questa pipeline sia sempre attiva bisogna fare in modo che il collegamento tra nodi venga mantenuto.

Ovviamente anche i singoli nodi devono essere tra loro sempre connessi: quando la linea è verde significa che vengono trasportate tutte le informazioni relative alle modifiche effettuate. Quando è blu vengono trasportate le informazioni relative alle key, ossia le chiavi, che fanno parte di quelle tecniche di color fondamentali che poi approfondiremo.

Premetto che per aggiungere un nodo lo potremmo fare dal menu Nodes > add con tutte i tipi di nodi a disposizione, oppure con delle shortcut, ossia una combinazione di tasti che renderà il tutto molto più rapido.

Il Serial Node è un nodo base che trasmette le informazioni in maniera semplice al nodo successivo.

Possiamo decidere se posizionare questo nodo dopo o prima di un altro precedentemente posizionato.

Parallel Node

Per inserire un Parallel Node premo alt + P. Graficamente questo nodo è diverso, perché vengono posizionati in realtà due diversi nodi. Come puoi vedere il collegamento si sdoppia e finisce con due input separati nei due nodes, i quali hanno due output sempre separati, che confluiscono nel Parallel Mixer, l’elemento che andrà a mixare, come dice il termine, tutte le operazioni che sono state svolte al loro interno. È il mixer che da vita quindi al risultato finale.

Se tramite doppio clic seleziono uno dei due nodi tramite Alt + P, posso continuare ad inserire Paralleli senza aver limiti, ma il Parallel Mixer rimarrà sempre uno.

Personalmente lo utilizzo quando devo fare delle modifiche su aree diverse dell’immagine ma quando usiamo un parallelo gli elementi, anche se separati, daranno vita ad un risultato finale in cui le varie zone dello shot si fonderanno per dare vita ad un risultato omogeneo.

Layer Node

A questo punto cancelliamo i Paralleli ed inseriamo dal menu o attraverso Alt + L un layer node. Ti ricordo che tutti i nodi possono essere inseriti oltre che dal menu in alto, anche con le shortcut ossia le scorciatoie da tastiera che ti consiglio subito di imparare per evitare di perdere troppo tempo.

Come noterai, almeno da un punto di vista grafico, abbiamo una situazione analoga al Parallel ma ciò che cambierà rispetto al precedente (il mixer) è che questa volta si tratta di un Layer Mixer.

Facciamo clic destro e tralasciando i primi comandi che permettono di aggiungere / eliminare un nodo o creare / eliminare un input direttamente dal mixer, avremo il comando morph into P. node da utilizzare se volessimo ottenere nuovamente un Parallelo, oltre al Composite Mode.

Se ci posizioniamo su di esso vedrai apparire un dropdown menu con numerose voci che, se hai già avuto modo di utilizzare altri programmi per la post produzione, sicuramente ti sarà familiare. Sono metodi di fusione che fondono appunto in molti modi due immagini. La particolarità dei blending mode è che vengono utilizzati solitamente all’interno di programmi a livelli.

A parte la questione dei metodi di fusione, l’aspetto più importante del layer node è che possiamo sempre utilizzarlo per lavorare su aree diverse dell’immagine, come abbiamo fatto con il parallelo, ma con un risultato diverso.

Se noi lavoriamo su elementi separati, questi non verranno fusi in modo omogeneo, ma si potrà agire su di loro in modo separato.

Splitter Combiner Node

Nel menu selezioniamo questa volta uno Splitter Combiner Node o Alt + Y. La situazione in questo caso è leggermente più complessa graficamente ma non a livello concettuale: questo primo nodo che compare è uno Splitter, un nodo che divide il segnale secondo tre differenti nodi che corrispondo ai tre canali colore RGB. L’output dei singoli nodi finisce poi in un ultimo nodo detto Combiner che fonde tutte le informazioni insieme.

Una volta selezionato un nodo ad esempio il primo, quello relativo al Red, tutte le modifiche che potranno essere effettuate agiranno in maniera specifica solo sul colore rosso, senza intaccare il resto.

Può essere utile quindi quando si vuole lavorare in maniere selettiva su un solo canale sia per la Color sia per la riduzione del rumore.

Ho volutamente omesso la spiegazione dettagliata di un node chiamato Outside Node perché strettamente legato a strumenti avanzati che avremo modo di approfondire in un articolo a parte.

Per ora ti basti sapere che questo nodo permette di lavorare selettivamente su tutto ciò che non è compreso all’interno di una selezione, solitamente applicabile tramite HSL o Power Windows.

Ogni nodo può essere attivato o disattivato. Questa opzione è molto utile perché permette di vedere l’immagine originale mentre si lavora semplicemente disattivando le modifiche, visto che dopo un po’ di tempo si abitua ed è bene tornare ogni tanto a visualizzare il punto di partenza.

Per disattivare un nodo basterà semplicemente fare clic sul suo numero di riferimento per, come si dice in termine tecnici, bypassare il nodo stesso oppure per svolgere la stessa operazione basterà utilizzare la shortcut Alt + D.

Ovviamente è possibile bypassare non solo l’intero nodo ma anche tutte le modifiche effettuate sul node graph, tramite un comando in alto chiamato bypass all grades.

Tutto ciò è possibile solo dal momento che viene creata una struttura in nodi.

Per creare questa struttura prima di tutto bisogna posizionare un nodo di partenza. Inseriamo quindi un semplice seriale e poi controllando bene che sia attiva la selezione sullo stesso possiamo aggiungere nodi di diverso genere avanti oppure o indietro.

Ricorda: aggiungi un nodo per ogni modifica che fai, in questo modo tutte le tue operazioni saranno sempre facilmente riconducibili ad uno nodo specifico, tra l’altro se rinominerai gli stessi nodi sarà ancora più facile (Clic destro sul nodo > Rename oppure doppio clic in alto).

A questo punto potresti avere un po’ di nodi all’interno del tuo node graph. Ovviamente possono essere spostati singolarmente tramite clic più trascinamento oppure tramite selezione a gruppo.

Però c’è da dire che quando si ha a che fare con strutture complesse non sempre è facile gestire tutti questi nodi. Una soluzione è il raggruppamento di nodi tramite Compound node (seleziona un gruppo di nodi > clic destro > Compound node e vedrai che il risultato sarà la fusione di tutti i nodi in uno solo).

Immagina questo nodo come una cartella e al suo interno contiene tutti i nodi originali. Basterà fare infatti di nuovo tramite clic destro > Show Compound Node  per accedere ad un node graph interno rispetto al precedente che fa riferimento ai nodi fusi insieme.

Ovviamente il vecchio grafico non verrà cancellato ma come ti accorgerai dai comandi posti sotto potremo muoverci agilmente tramite clic tra node graph interno ed esterno. In più potremmo fare anche delle modifiche ulteriori sul compound proprio perché in questo modo viene considerato come un singolo nodo.

Nel caso in cui volessimo di nuovo i nodi separati, clic destro > Decompose Compound Node e torneremo al punto di partenza.

Per gestire le modifiche dei nodi basta resettare un nodo: selezioniamo Color > Reset e possiamo scegliere tra il selected node graph per il solo nodo , grades and keep nodes che elimina le operazioni ma lascia intatta la struttura. In quest’ultimo caso ovviamente dovranno essere selezionati più di un solo nodo e con all grades and nodes tutto tornerà come prima.

 

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