‘Parasite’ ci ricorda che un montatore non si giudica dal software che utilizza

Scritto da Montalo

Scritto da Montalo

Novembre 19, 2019

“Un montatore non si giudica dal software che utilizza”. Lo abbiamo detto più volte e non smetteremo di ripeterlo. Quando poi arrivano notizie come quella riguardo al film di Bon Joon-ho Parasite, Palma d’oro al Feastival di Cannes 2019, montato con la vecchia versione di Final Cut 7 è ancora più evidente che non è il programma di montaggio a fare la differenza ma il modo in cui viene utilizzato!

Avevamo già toccato questo argomento riguardo all’ormai superata idea che solo Avid Media Composer potesse essere il software ideale per il cinema. Avevamo parlato in quell’occasione di un cambio di rotta già con l’utilizzo di Premiere Pro da parte di diversi registi e film di un certo calibro (leggi l’articolo).

Il caso di Parasite però evidenzia ancora di più il fatto che non è sempre fondamentale usare software di ultimissima generazione per ottenere i risultati desiderati. Il film di Bon Joon-ho – il primo lungometraggio sudcoreano ad aggiudicarsi la prestigiosa Palma d’oro– è stato internamente montato con Final Cut Pro 7 di Apple, una versione considerata dai più superata e non più aggiornata dal 2010, sostituita ormai dal più recente Final Cut Pro X.

Qualcuno sicuramente si chiederà: perché non è stata sfruttata una versione più recente?

A questa domanda ha risposto in un’intervista proprio il montatore del film Yang Jinmo, il quale ha spiegato che è stata principalmente una scelta d’abitudine, visto e considerato che utilizza Final Cut Pro da quando ha iniziato a fare il montatore.

Yang Jinmo ha anche detto che sono quattro anni che non ha aggiornato il suo sistema operativo, il che fa anche un po’ sorridere ma soprattutto riflettere. Il montatore coreano utilizza il formato ProRes HD, memorizzando i file su dischi Thunderbolt. Per quanto concerne gli effetti speciali è stato invece fatto affidamento su Adobe After Effects.

L’intervista integrale la trovate qui (leggi)

Parasite, che vi invitiamo assolutamente di vedere al cinema, è un’opera che sa unire brillantemente la commedia alla tragedia. È la storia di una famiglia povera che cerca di uscire dalla miseria.

La recensione di Mymovies qui (Leggi)

È un altro esempio importante del fatto che come un libro non si giudica dalla copertina, così un film e nello specifico un montatore non si giuda dal software che utilizza.

 

E tu come la pensi? 

 

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