Premiere Pro: la Guida gratuita per iniziare

Scritto da Gianmarco Capri

Scritto da Gianmarco Capri

Ottobre 12, 2021

 

Premiere Pro è uno dei migliori software di editing e post-produzione in circolazione. È utilizzato dalla stragrande maggioranza dei professionisti del settore ed ecco perché abbiamo voluto realizzare una Guida completamente gratuita per permettere a più persone possibili di imparare ad utilizzare questo programma.

È chiaro che prima di muoversi nel meraviglioso e complesso mondo del montaggio serve conoscere le nozioni base, teoriche e di analisi, che provengono dalla Teoria del montaggio.

A tal proposito, in questa guida gratuita, troverai anche quelli che sono i prerequisiti del montaggio e le nozioni fondamentali che riguardano il linguaggio cinematografico. Tutti questi argomenti sono approfonditi e analizzati nel dettaglio nei corsi dell’Academy di Montalo (scopri di più).

Il montaggio

Per muoversi con consapevolezza e dimestichezza nel processo di editing ci sono dei concetti che devono essere conosciuti, assimilati. Il primo, forse il più difficile da definire, è proprio il concetto di montaggio.

Utilizzare una definizione canonica potrebbe risultare riduttivo visti gli sviluppi e il diverso utilizzo che si è fatto negli anni per i differenti strumenti di comunicazione di quest’arte.

Chiaramente noi tentiamo di dare una definizione sintetica e il più possibile aperta nei confronti dei vari utilizzi.

In linea generale è la fase successiva alla pre-produzione e produzione.

Quando si parla di montaggio è chiaro che bisogna fare riferimento al montaggio cinematografico se si vuole comprendere fino in fondo quest’arte, oltre a poterla poi applicare nel proprio campo.

Il montaggio permette di comporre dando senso, stile, ritmo e continuità alla sceneggiatura del film a partire da quello che è stato scritto su carta e ora sarà tradotto in immagini.

Permette la costruzione espressiva del racconto filmico, del suo spazio e del suo tempo.

Il montatore con procedure e prassi tecniche dà luogo a realizzazioni espressive e linguistiche attraverso un lavoro di cutting (taglio, giunzione, messa in ordine…) ed editing (processo volto alla costruzione di senso e di narrazione).

Questo avviene nel momento in cui le varie riprese vengono messe in sequenza secondo la consecuzione temporale prevista in sceneggiatura così da dare luogo al racconto del film.

Questo processo ha diverse fasi: visione del girato, scelta delle inquadrature e della loro sequenzialità.

Queste sono nozioni teoriche generiche per descrivere un’attività dove la pratica è tutto ma è nulla senza una cultura.

Ci sono però dei prerequisiti alla base. Concetti tecnici fondamentali per approcciarsi al mondo dell’editing.

I prerequisiti del montaggio

I più basilari, necessari per muovere i primi passi su qualsiasi software di montaggio sono:

FRAME RATE: è il numero di fotogrammi al secondo dell’immagine video.

Vuol dire che ogni secondo è composto da un numero preciso di fotogrammi. I più importanti: 24 fps (solitamente usato al cinema e per i film), 25 e 30 fps (derivano da due diversi sistemi televisivi il PAL e l’NTSC). , il 50, il 60 fps e infine bisogna ricordare anche quei valori in fps molto più alti, definiti high frame rates, che vengono utilizzati per effettuare il così detto effetto slow motion.

RISOLUZIONE: è la dimensione dell’immagine espressa come il rapporto dei pixel di base per i pixel di altezza di un video (es: 1920×1080).

Non è altro che la dimensione di un’immagine e diciamo che tendenzialmente all’aumentare della risoluzione aumenta anche la nitidezza dell’immagine.

La risoluzione del video finale, quello che verrà montato, deve essere sempre scelta in base a quella del materiale d’origine, ci deve essere sempre una coerenza tra le clip video sorgente e il montato fnale.

(Es: se hai video girati a 720 è quasi inutile fare una sequenza in 4k ma non viceversa).

ASPECT RATIO: È il rapporto matematico tra la larghezza e l’ altezza di un’immagine.

Per comprendere il rapporto d’aspetto di un’immagine 16:9 basta dividere 16 per 9 ed ottenere il rapporto d’aspetto di 1,77.

SCANSIONE DELL’IMMAGINE: Indica due differenti modalità con cui un’immagine video può essere scansionata.

La scansione progressiva (p) indica una tipologia di scansione attraverso la quale l’immagine viene scansionata per intero;

La scansione interlacciata (i) invece indica una tipologia di scansione in cui due semifotogrammi o semiquadri, divisi uno per linee pari e l’altro per linee dispari, si fondono per formare un unico fotogramma finale.

Queste due lettere di riferimento si trovano sempre vicino al numero che indica il frame rate. Nel mondo del web solitamente si usa la scansione Progressiva (24 p, 25 p, 30p o 50 p).

BIT RATE: È un valore che descrive la quantità di dati espressi in megabit al secondo dell’immagine video.

Più è alto, è maggiore e più la qualità dell’immagine è alta. In questo caso chi monta non ha il controllo su questo dato in quanto dipende dalle impostazioni di ripresa e dalla camera che ha prodotto la clip video e audio.

CODEC: È un algoritmo che serve a comprimere e decomprimere i dati relativi alle immagini video e ai files audio, vengono utilizzati per risparmiare spazio e per velocizzarne l’elaborazione all’interno delle varie postazioni montaggio.

La parola codec deriva infatti dalla fusione delle parole compression e decompression: CoDec.

Il codec quindi non agisce solo in fase di acquisizione di questo volume di dati, ma anche quando gli stessi file vengono importati sul computer stesso, decomprimendo il tutto e permettendo quindi la lavorazione.

FORMATO: Ogni codec è contenuto all’interno di un wrapper o formato, ossia più semplicemente un contenitore, che è individuabile semplicemente come l’estensione del file video (es. mp4/.mov).

I codec più importanti sono: il RAW, praticamente senza compressione, utilizzato solo negli ambienti al massimo della professionalità, Apple ProRes e DnxHD , lo standard del mondo del broadcast audiovisivo sia in produzione che in post produzione e H.264 che è il codec per eccellenza del web.

Perché utilizzare Premiere Pro

Dimmi con cosa monti e ti dirò chi sei”. Oggi editare contenuti video è diventata una vera e propria necessità. Che tu sia un giornalista, un giovane imprenditore digitale, uno studente universitario, un semplice amatore appassionato di video, un influencer o altro, sapere montare contenuti video attraverso un software professionale è ormai un prerequisito alla base della comunicazione digitale. In tutti i campi che riguardano questo settore è richiesta una conoscenza base di editing. Se hai avuto modo di fare colloqui di lavoro, ti è capitato già di rispondere alla domanda: “sai montare video?” e se la tua risposta è stata affermativa, ti è stato chiesto anche “con cosa monti?”.

In linea generale, così come un libro non si giudica dalla copertina, anche la qualità di un video non è per forza riconducibile al tipo di software utilizzato. Puoi usare qualunque software, quello con cui ti trovi più comodo, e questo non farà di te un creatore di contenuti bravo e meno bravo.

Fatta questa premessa è chiaro che il mercato del lavoro ha delle sue richieste specifiche e se intendi lavorare con grandi produzioni e società, non puoi fare a meno di conoscere alcuni software piuttosto che altri. La cosa migliore sarebbe saperli usare tutti ma questo è un po’ difficile perché avresti bisogno di tanto tempo.

Un software professionale per il video editing che unisce funzioni avanzate e semplicità d’uso nel migliore dei modi, utilizzabile sia per Windows che per macOS. Naturalmente lo si trova solo a pagamento ma in diverse soluzioni: licenza mensile per il singolo software a 24 euro; licenza annuale per il singolo software a 292 euro .

I vantaggi di editare video con questo software sono innumerevoli e negli ultimi anni Premiere Pro è diventato leader di settore per il montaggio di qualsiasi produzione video, dalle serie TV ai lungometraggi e nel campo pubblicitario, oltre ad essere la prima scelta anche per quanto concerne il mondo del giornalismo e dei social media.

Ecco una lista dei maggiori vantaggi nel scegliere questo software:

  • Montare senza dover cambiare software:grazie a flussi di lavoro connessi ed efficienti e a nuove modalità di organizzare visivamente le tue risorse puoi ottimizzare rapidamente i tuoi progetti senza uscire dalla timeline di editing.

  • ottimizzazione dei tempi:grazie agli strumenti automatizzati con tecnologia Adobe Sensei puoi accelerare le attività più impegnative in termini di tempo e dedicarti alla tua storia.

  • Qualsiasi fotocamera:puoi elaborare il girato in qualsiasi formato moderno, dall’8K alla realtà virtuale.

  • Qualsiasi formato: l’ampio supporto di file nativi e i flussi di lavoro proxy intuitivi consentono di lavorare senza problemi ai contenuti multimediali, persino su postazioni mobile.

  • Qualsiasi piattaforma:i contenuti sono ottimizzati per la distribuzione rapida su qualsiasi schermo o piattaforma.

  • Collegamento rapido ad altre app:oltre a offrire strumenti per il colore, l’audio e la grafica, si integra perfettamente con altre app e servizi, tra cui After Effects, Adobe Audition e Adobe Stock. Puoi aprire un modello di grafica animata da After Effects o scaricarne uno da Adobe Stock e personalizzarlo, tutto senza uscire dall’app. Premiere Pro si integra inoltre con centinaia di tecnologie partner.

  • Mobile:include il nuovo Premiere Rush, un’app completa che funziona su tutti i dispositivi. Puoi acquisire il girato sul tuo telefono e poi elaborarlo e condividerlo sui social dal tuo smartphone, tablet o desktop. In alternativa, puoi aprire i file Rush in Premiere Pro per perfezionarli ulteriormente.

Il nostro punto di vista: Il suo pregio? Consente di lavorare a tutti i livelli, sia a professionisti che creativi alle prime armi. Il difetto è la sua instabilità.

    Come installare Premiere Pro

    Apriamo una scheda su google, scriviamo download adobe creative cloud app e diamo invio. Il risultato che ci interessa è un link che rimanda direttamente al sito ufficiale, attendiamo il download e seguiamo tutte le operazioni di installazione. Come vedrai è tutto molto semplice.

    A questo punto, una volta aperta la vostra app, vi viene chiesto di creare un id personale, potete decidere di crearlo da zero seguendo ovviamente le indicazioni oppure accedere con facebook o google.

    Conclusa questa operazione avrai accesso ad una schermata dentro la quale potrai trovare tutti i programmi della suite, ed ecco il nostro Premiere Pro.

    Rapida premessa: per utilizzare PREMIERE PRO bisogna sottoscrivere un abbonamento, ossia significa che rispetto ad altri software dove si acquista una volta sola la licenza e il programma, nel caso di Premiere bisogna pagare mensilmente una cifra che dipende ovviamente dal piano che scegliete.

    Ovviamente questa sottoscrizione ti permetterà poi in futuro di avere un programma sempre funzionante e soprattutto sempre aggiornato. Se vuoi prenderti del tempo per decidere meglio, fallo non ti preoccupare, avrai 7 giorni di prova gratuita per mettere intanto le mani su Premiere e capire tutte le sue potenzialità.

    A questo punto installiamo il programma, seguiamo tutte le operazioni e così avrai finalmente il programma sul tuo computer.

    Come creare un progetto su Premiere Pro

    Per iniziare a montare con Premiere Pro bisogna creare un progetto. Se non hai mai creato un progetto su Premiere il video che segue ti aiuterà a farlo senza commettere errori. Segui passo, passo i miei consigli e vedrai che non avrai problemi.

    Come gestire il workspace di Premiere Pro

    Una volta entrati su Premiere Pro è bene conoscere quelli che sono gli strumenti che ci mette a disposizione. Ecco perché è fondamentale sapersi muovere all’interno del workspace. Nel video che segue trovi una panoramica generica sulle funzioni e gli strumenti del software.

    Come gestire l’Export su Premiere Pro

    Sei arrivato al termine della lavorazione del tuo video e ora devi esportarlo. Come si gestisce al meglio l’Export su Premiere Pro? A questa domanda rispondo nel video che segue. Fai molta attenzione ai consigli che ti do così da evitare di commettere errori.

    Come formattare video per il web e social

    Ogni giorno viene diffusa una quantità enorme di contenuti video. La modalità di fruizione di questi contenuti può cambiare ma sostanzialmente è quella attraverso pc, smartphone, tablet e televisione. Sui social è inutile ribadire quanti siano i video che ogni giorno vediamo e a cui possiamo accedere, molti dei quali hanno una struttura tale essendo pensati per le ads.

    Anche se molte volte non ci si sofferma neanche troppo, possiamo accorgerci che i formati video sono adattati anche alle diverse piattaforme social: facebook e instagram in particolare. Con l’avvento delle stories, tanto per fare un esempio, ogni video viene adattato con un rapporto d’aspetto (aspect ratio) che permetta la visualizzazione verticale dell’immagine a schermo pieno di un estratto o dell’intero contributo video (spot, intervista, foto, corporate … ).

    È bene conoscere quelle che sono le richieste in un mercato continuamente in sviluppo e aggiornamento. Tra tutti segnalo quelli che vengono più utilizzati e non sono tanti ma neanche pochi:

    16:9 Full Landscape

    1:1 Square (Facebook; Instagram Feed)

    4:5 Vertical (Facebook; Instagram Feed)

    2:3 Vertical (solo Faceook)

    9:16 Portrait (Facebook; Instagram Stories)

    Personalmente consiglio tra tutti l’1:1 per Facebook e feed instagram e il 9:16 per le stories. Sono quelli che uso e penso siano i più importanti. Usarli tutti non sarebbe spagliato, anzi.

    Le shortcuts fondamentali di Premiere Pro

    Ci sono tanti modi per velocizzare il tuo workflow su Premiere Pro. Uno di questi è utilizzare le shortcuts che puoi impostare direttamente all’interno del software. Come? Nel video che segue ti spiego passo dopo passo come fare.

    Essential Graphics su Premiere Pro

    Realizzare e montare un video significa anche saper curare l’aspetto grafico delle scritte presenti nel tuo prodotto audiovisivo. Nel video che segue trovi alcuni consigli su come gestire al meglio l’Essential Graphics che trovi su Premiere Pro.

    Come gestire i Proxy su Premiere Pro

    I proxy sono dei files in bassa risoluzione che possono essere creati come una copia, appunto in bassa qualità, delle clip originali e su cui si po’ lavorare al posto di quest’ultimi.

    Questo significa che una volta creati i Proxy, magari a una risoluzione inferiore all’HD, potrò usare loro all’interno del mio progetto al posto del materiale più pesante da gestire, magari 4 o 6K.

    Quando si utilizza questa tecnica nel mondo del montaggio video si parla di Offline editing, quando quindi si va a lavorare con un file a risoluzione più bassa.

    Quando usare i Proxies?

    1. Quando hai delle clip video molto pesanti e vuoi montare in velocità;
    2. quando non hai clip molto pesanti ma hai una grandissima quantità di materiale nel progetto;
    3. quando la tua macchina non supporta agilmente il materiale e rende impossibile montare con la giusta fluidità.

    Devi sempre considerare che si tratta di clip video che devono essere elaborati e questo richiede tempo, tempo che comunque guadagnerai in futuro ma che devi comunque calcolare.

    Ecco perché una buona soluzione è quella di creare i proxies nei momenti di buco, durante le pause pranzo oppure di notte.

    Questo ti consentirà poi di metterti davanti alla tua postazione con tutti i files pronti per l’uso.

    Ricorda però che questa copia in bassa del materiale sorgente duplicherà le clip sul tuo computer.

    Questo significa che non solo dovrai calcolare uno spazio di archiviazione aggiuntivo ma dovrai essere assolutamente ordinato nella gestione di questo materiale per evitare che le clip possano mischiarsi.

    Ecco perché molto volte sottolineo che per fare il montatore bisogna essere ordinati e precisi (a tal proposito ti invito a rileggere l’articolo sul materiale video: la struttura in cartelle.

    Ovviamente a seconda del software che si utilizza il proxy workflow può cambiare per alcuni aspetti, ma diciamo che i principi che guidano queste procedure sono pressochè simili: ossia lavorare su un file più leggero per poi tornare sul materiale sorgente ed ottenere il massimo della qualità dal nostro lavoro.

    Quindi cerchiamo di evidenziarne le fasi fondamentali:

    1. Creare i proxy media a partire dal materiale originale.

    2. Sostituire il materiale originale con i proxy media.

    3. Editare i proxy media.

    4. Sostituire i proxy media con il materiale originale.

    5. Esportare il proprio contenuto usando il materiale originale, a partire dal lavoro fatto con i proxy media.

    Inoltre aggiungo che l’utilizzo dei proxy potrà allungare la vita del tuo computer.

    Attenzione questo non significa che potrai evitare di potenziare o cambiare la tua workstation, ma tutti siamo consapevoli quanto impegnativo sia, a livello di costi, prendersi cura della propria macchina.

    Pensare quindi in parte di ritardare questo processo di ammodernamento del proprio hardware, viste le spese, può risultare comodo.

    Tuttavia bisogna avere la consapevolezza che anche utilizzando i files in bassa, saremo prima o poi costretti ad fare un upgrade se si vuole essere dei professionisti.

     

    Il computer è la nostra arma e per poter lavorare bene deve essere in grado di elaborare i files che gli diamo in pasto.

    Come gestire la Color Correction su Premiere Pro

    La color correction e il color grading rappresentano due momenti chiari e distinti di un unico processo a cui tutti comunemente facciamo riferimento con i termini appunto di color correction. Ma in questo caso le parole possono ingannare.

    È un fraintendimento molto comune, ma concretamente parlando, la color correction non deve essere seguita per forza dal color grading, mentre quest’ultimo necessita obbligatoriamente della fase di color correction.

    Ma capiamo meglio il senso di questa fase.

    La color correction è una prima fase di tutto il lavoro di color e si basa sostanzialmente sulla correzione dell’immagine: attraverso questa lavorazione infatti si potranno normalizzare gli spazi colore, bilanciare i colori, esaltare le caratteristiche dell’immagine originale senza alcun tipo di modifica strutturale e matchare il girato in modo che sia uniforme.

    È qui che molto spesso si crea la confusione: la correzione colore non agisce in modo pesante sul look della nostra immagine, non la stravolge, non la modifica pesantemente ma ne corregge gli errori e la rende più bella e corretta rispetto a come uscirebbe direttamente dalla camera. Senza contare che in alcuni casi con l’immagine in log, non potremmo neanche usarla direttamente così com’è.

    Quindi questa fase deve essere sempre presente per ogni tipologia di contenuto audiovisivo, su cui stiamo lavorando, è sempre la base dell’intero processo. Soltanto che in alcuni casi è più che sufficiente, perché per certi tipi di prodotti non serve un lavoro troppo approfondito sul “look”.

    Contenuti semplici, prodotti per la tv, reportage, servizi giornalisti ecc… in questo caso il nostro lavoro di colorist si limiterebbe a correggere le immagini e basta.

    Per altri prodotti invece la color correction è solo la prima parte del processo a cui si aggiunge poi anche il color grading.

    Il color grading è quella fase in cui il colorist prende l’immagine corretta e crea un look, che solitamente si sposa con il mood e il tono generale del progetto.

    Quindi partendo dal lavoro fatto sul set, sarà poi compito del colorist creare un look ben riconoscibile e che sia in linea con tutto il progetto. Ovviamente questo parte della lavorazione offre molto più spazio alla creatività rispetto alla semplice color, che come abbiamo detto per alcuni contenuti è sufficiente.

    Diciamo che è raro vedere un servizio giornalistico con un color in bleach bypass o teal and orange. In alcuni contesti non bisogna strafare mentre in altri possiamo pensare anche di spingerci oltre alcuni limiti, sempre usando la testa e avendo una piena consapevolezza di alcune regole.

    Ecco perché prodotti audiovisivi come film, videoclip, documentari ecc… il grading viene molto utilizzato.

    Quindi prima cosa bisogna avere molto chiaro su che tipo di progetto si sta lavorando, impostando la color in relazione al contenuto e alla sua delivery. A quel punto si può decidere che tipo di lavorazione impostare.

    Come far comunicare Premiere Pro e After Effects

    Premiere Pro e After Effects sono entrambi software che fanno parte del suite di Abode. Nel video che segue ti spiego come utilizzare il dynamic link per far comunicare questi due programmi senza perdere tempo.

    Questa Guida nasce dalla volontà di permettere a più persone possibili di iniziare a muovere i primi passi su Premiere Pro.

    È chiaro che per conoscere e saper usare al meglio questo software hai bisogno di un percorso approfondito che ti dia realmente le chiavi per essere completamente autonomo e indipendente nella creazione dei tuoi video.

    Mi permetto di consigliarti il mio corso Premiere Pro Mastery le cui informazioni e maggiori dettagli le trovi all’interno della nostra Academy (qui).

    Premiere Pro Mastery

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