Proxy: cosa sono e a cosa servono

Scritto da Gianmarco Capri

Scritto da Gianmarco Capri

Aprile 14, 2020

 

I proxy sono dei files in bassa risoluzione che possono essere creati come una copia, appunto in bassa qualità, delle clip originali e su cui si po’ lavorare al posto di quest’ultimi.

Questo significa che una volta creati i Proxy, magari a una risoluzione inferiore all’HD, potrò usare loro all’interno del mio progetto al posto del materiale più pesante da gestire, magari 4 o 6K. 

Quando si utilizza questa tecnica nel mondo del montaggio video si parla di Offline editing, quando quindi si va a lavorare con un file a risoluzione più bassa.

 

Quando usare i Proxies?

  1. Quando hai delle clip video molto pesanti e vuoi montare in velocità;
  2. quando non hai clip molto pesanti ma hai una grandissima quantità di materiale nel progetto;
  3. quando la tua macchina non supporta agilmente il materiale e rende impossibile montare con la giusta fluidità.

Devi sempre considerare che si tratta di clip video che devono essere elaborati e questo richiede tempo, tempo che comunque guadagnerai in futuro ma che devi comunque calcolare.

Ecco perché una buona soluzione è quella di creare i proxies nei momenti di buco, durante le pause pranzo oppure di notte.

Questo ti consentirà poi di metterti davanti alla tua postazione con tutti i files pronti per l’uso.

Ricorda però che questa copia in bassa del materiale sorgente duplicherà le clip sul tuo computer.

Questo significa che non solo dovrai calcolare uno spazio di archiviazione aggiuntivo ma dovrai essere assolutamente ordinato nella gestione di questo materiale per evitare che le clip possano mischiarsi.

Ecco perché molto volte sottolineo che per fare il montatore bisogna essere ordinati e precisi (a tal proposito ti invito a rileggere l’articolo sul materiale video: la struttura in cartelle.

Ovviamente a seconda del software che si utilizza il proxy workflow può cambiare per alcuni aspetti, ma diciamo che i principi che guidano queste procedure sono pressochè simili: ossia lavorare su un file più leggero per poi tornare sul materiale sorgente ed ottenere il massimo della qualità dal nostro lavoro.

Quindi cerchiamo di evidenziarne le fasi fondamentali:

  1. Creare i proxy media a partire dal materiale originale.
  2. Sostituire il materiale originale con i proxy media.
  3. Editare i proxy media.
  4. Sostituire i proxy media con il materiale originale.
  5. Esportare il proprio contenuto usando il materiale originale, a partire dal lavoro fatto con i proxy media.

Inoltre aggiungo che l’utilizzo dei proxy potrà allungare la vita del tuo computer.

Attenzione questo non significa che potrai evitare di potenziare o cambiare la tua workstation, ma tutti siamo consapevoli quanto impegnativo sia, a livello di costi, prendersi cura della propria macchina.

Pensare quindi in parte di ritardare questo processo di ammodernamento del proprio hardware, viste le spese, può risultare comodo.

Tuttavia bisogna avere la consapevolezza che anche utilizzando i files in bassa, saremo prima o poi costretti ad fare un upgrade se si vuole essere dei professionisti.

Il computer è la nostra arma e per poter lavorare bene deve essere in grado di elaborare i files che gli diamo in pasto.

 

Questo argomento è trattato nel dettaglio sul corso PREMIERE PRO MASTERY dell’Academy di Montalo. Scopri di più (qui)

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