Il linguaggio cinematografico

Il linguaggio cinematografico delle immagini ha la potenza di poter emozionare e raccontare una storia. Abbiamo già visto quali sono le 4 fasi classiche del filmmaking e le 10 fasi fondamentali per realizzare un video. Abbiamo approfondito quali sono i prerequisiti del montaggio ed è giunto il momento di parlare di altre nozioni basilari, partendo dall’importanza dello Spazio.

Per comprendere il linguaggio cinematografico che gestisce questa variabile, avremo bisogno di comprendere la grammatica, caratterizzata da un’unità base che è l’inquadratura che di per se a livello teorica è già molto legata alla definizione di uno spazio, quello di tutto ciò che sta in campo.

Parliamo quindi di inquadrature e vi offro un elenco delle abbreviazioni sui Campi (l’ampiezza dell’ambiente inquadrato) e i Piani (l’ampiezza di un’inquadratura in rapporto alla figura umana o antropomorfa).

CAMPO LUNGHISSIMO (CLL)

Un’inquadratura descrittiva che punta a farci vedere una grande porzione di spazio e dove l’uomo, che nel mondo dell’audiovisivo ha un ruolo centrale, è una piccola figura immersa nell’ambiente.

 

CAMPO LUNGO (CL)

In questo caso, rispetto al precedente, la figura umana è più riconoscibile. L’ambiente, pur essendo ripreso in maniera ampia, presenta un centro di interesse. Eventuali figure umane sono distinguibili, ma rimangono inglobate nel paesaggio.

CAMPO MEDIO (CM)

Serve sempre a descrivere un ambiente ma qua la figura umana è circa un 1/3 dell’inquadratura, un po’ come se fossimo a teatro.

Nell’ambito della capacità descrittiva del cinema è importante citare anche il totale che in realtà è un’inquadratura descrittiva (solitamente campo lungo o medio) con il quale si presentano tutti i personaggi della scena.

Il PRIMISSIMO PIANO (PPP)

Il volto del soggetto riempie l’inquadratura, ed è generalmente tagliato sopra l’attaccatura dei capelli e a metà del collo (a volte il taglio è fatto partire dal mento). L’inquadratura è molto stretta e particolarmente cinematografica, consentendo di cogliere l’anima del soggetto.

PRIMO PIANO (PP)

Inquadratura di un volto dall’altezza delle spalle. Il soggetto è isolato dal contesto, e la sua espressione è il centro dell’attenzione.

 

MEZZO PRIMO PIANO (MPP)

L’inquadratura tagliata approssimativamente all’altezza del petto

MEZZA FIGURA (MF)

Inquadratura che riprende la figura (una o più persone) dalla vita in su.

PIANO AMERICANO (PA)

L’inquadratura parte dalla metà della coscia. Spesso utilizzato per inquadrare due o più persone (con un taglio all’altezza delle ginocchia), questo tipo di inquadratura serve a dare all’attore maggiore libertà espressiva e d’azione.

FIGURA INTERA (FI)

La persona è inquadrata dai piedi alla testa.

PARTICOLARE (PART.)

Una parte del volto o del corpo (nel caso di un oggetto è chiamato dettaglio), ripresa molto da vicino oppure una sua particolare azione.

 

Esistono per delle inquadrature che invece ci immergono dentro il punto di vista di un personaggio e sono le soggettive, che utilizzano sempre la grammatica di cui abbiamo parlato, ma ci fanno vedere l’azione attraverso i suoi occhi. Il caso più estremo è il POV.

 

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