Video editing: le tipologie di taglio più diffuse

Scritto da Gianmarco Capri

Luglio 13, 2020

Per realizzare un video c’è bisogno di acquisire nozioni teoriche che poi saranno fondamentali per la pratica e l’editing. Nelle scorse settimane abbiamo approfondito alcuni dei temi che riguardano la teoria del montaggio soprattutto in relazione al rapporto tra spazio e tempo.

Oggi vediamo, da un punto di vista pratico, quali sono le tipologie di taglio più diffuse.

Il primo è il più comune, quello che per comodità potremmo definire standard: si tratta semplicemente porre una dopo l’altra la clip A e la clip B per un passaggio tra due inquadrature. Non ci sono particolari approfondimenti da fare in merito.

Il prossimo taglio in questione è il Jump Cut, in realtà è molto simile al taglio standard ma rispetto a questo c’è un fondamentale differenza, ossia che invece di montare due clip diverse si monta sempre la stessa clip. Facciamo un esempio pratico, mettiamo in timeline la clip A, che contiene un intervista, la persona che sta parlando commette un errore si ferma e poi ricomincia. Attraverso un taglio potrai eliminare quella parte e montare il discorso in sequenza. La clip è la stessa, l’inquadratura è la stessa. È una tipologia di taglio che fino a qualche hanno fa non era molto utilizzato se non in rari casi o come scelta di linguaggio in un film, ormai con l’avvento del web e dei contenuti veloci oramai è completamente sdoganato. Il jump cut ha il vantaggio di mantenere alta la soglia di attenzione dello spettatore e di rendere tutto molto più rapido e di impatto.

Altra tipologia di taglio molto importante è il J Cut e in questo caso la parte audio ha un ruolo fondamentale. Si tratta di un taglio, quindi un passaggio di inquadrature tra A e B, in cui l’audio della clip B si sente prima del taglio video sulla clip A. Questo in termini pratici significa che l’out point video dalla clip A è spostato in avanti rispetto all’in point audio della clip B. Viene definito J Cut proprio per la forma a J che si crea in Timeline tra le varie clip ed una tipologia di taglio che mi permetto di definire “narrativo”, nel senso che viene utilizzati in casi in cui c’è una narrazione in atto. Molto spesso questa è una tecnica di montaggio che viene utilizzata per rendere più piacevoli i dialoghi, regalando quindi anche dei brevi piani d’ascolto, e renderli meno meccanici e scolastici.

Una tipologia di taglio simile è L cut in questo caso Il suono della clip A prosegue oltre l’in point della clip B e qundi si continua a sentire nella clip successiva. Quindi sempre per descrive il tutto da un punto di vista pratico, l’out point video della clip A finisce prima dell’out audio, che viene coperto dell’in point video della clip B. Anche in questo caso il nome deriva dalla forma che assumono le due clip in timeline.

L’utilizzo del J e L Cut permetto di evitare nei dialoghi, situazione in cui spesso questa tipologia di tagli è usato, quello che può essere definito Parallel Cut, ossia un taglio video e audio che corrisponde con la fine del dialogo del personaggio A, adiacente a all’inizio del parlato del personaggio B. Si può usare? Certo ma a mio avviso va usato molto bene e non sempre, perché da un’idea un po’ meccanica di montaggio. Una soluzione potrebbe essere quella di usare il Parallel come primo step e poi passare alle altre due tecniche per ammorbidire il tutto.

Il prossimo tipo di taglio è molto importante per fare in modo che il tuo montaggio risulti fluido e naturale, lo potremo definire taglio durante un azione o cut on action. Questo cut viene utilizzato quando la stessa azione viene ripresa in due clip A e B, la seconda però anche se mostra la stessa situazione, lo fa da un inquadratura diversa. Riuscire “ad attaccare” questi due movimenti permette che il passaggio tra A e B sia molto morbido. È un tipo di taglio che viene usato continuamente dal cinema fino ai prodotti web. Un consiglio che ti posso dare quanto devi attaccare due movimenti e di guardare molto attentamente il movimento in questione e di utilizzare come punto di riferimento la posizione degli arti e della testa del soggetto. Cerca di essere molto accurato in questa operazione, anche uno o due fotogrammi possono incidere sulla bellezza di questo taglio.

Un caso simile è quello del Match Cut che io ritengo una soluzione furba nel caso in cui si stiano montando due clip con un azione simile e non si voglia perdere l’effetto continuità. Se si ragiona come si è fatto per il taglio precedente e si ha la fortuna di avere anche un inquadratura simile, ti posso assicurare che anche se si tratta di situazioni diverse e soggetti differenti, potrai ottenere un effetto di fluidità incredibile.

 

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