Tutto quello che devi sapere della tua videocamera

Scritto da Fabrizio Rienzi

Scritto da Fabrizio Rienzi

Gennaio 18, 2021

 

Come è fatta la nostra videocamera? È importante rispondere a questa domanda perché non possiamo pensare di avere il pieno controllo di questo strumento senza conoscerne la struttura.

La scorsa settimana abbiamo visto tutte le caratteristiche e le informazioni basilari inerenti agli obiettivi.

 

Oggi vedremo insieme l’ABC sulla struttura ed il funzionamento di una videocamera.

come funziona una videocamera

Le videocamere sono costituite da un corpo o body, che ovviamente è il suo cuore pulsante e può essere di diverso tipo. Non esiste infatti un body standard per tutte le camere, ognuna di esse ne ha uno che la contraddistingue.

Prima di andare avanti bisogna fare una distinzione tra le varie tipologie di videocamera, visto che ormai gli strumenti per fare video sono tanti.

Facciamo un salto nel passato, quando per girare video, c’erano le videocamere cinematografiche molto grandi(in pellicola e poi in digitale), i camcorder(usati per eventi live e trasmissioni televisive) e le DSLR, ossia delle macchina fotografiche che davano la possibilità di fare anche i video.

Ora il mercato è cambiato velocemente. Sono arrivate le videocamere digitali mirrorless che hanno stravolto il mercato dei video, ma che mantengono alcune funzioni fotografiche.

Camere sempre più piccole, di formato quadrato(quelle di casa blackmagic rettangolari), superleggere e con delle prestazioni mostruose.

Nello specifico, ci sono le mirrorless di fascia alta come le videocamere professionali a7s3 o la s1h, ma ce ne sono molte altre. Insomma, se dovessimo fare un elenco di tutte le tipologie di videocamere

presenti sul mercato non la finiremmo più, ma quello che possiamo dire è che ognuno di esse ha un corpo macchina che le contraddistingue.

Ma come è fatto un corpo macchina?

Il corpo macchina o body, di ogni videocamera, ha delle caratteristiche particolari ma ci sono degli elementi ricorrenti in ognuna di esse.

La prima sulla quale soffermarsi è l’innesto dell’obiettivo. Quest’ultimo si trova davanti al sensore, e ci permette di inserire un obiettivo all’interno del corpo macchina.

Poi c’è il monitor, che ci permette di vedere ovviamente quello che andiamo ad inquadrare, ma solo dopo aver inserito l’obiettivo. Ha svariati tasti con delle funzioni diverse a seconda della videocamera che stiamo maneggiando.

Il vero cuore della videocamera è quello che c’è al suo interno: il sensore ed il processore.

Il processore si occupa di gestire il tutto.

Il sensore lo dobbiamo immaginare come una superficie coperta da un certo numero di pixel o fotodiodi. Questi ultimi sono degli elementi che reagiscono alle variazioni dell’onda elettromagnetica, ossia la luce, e trasformano queste informazioni in un segnale elettrico che poi verrà convertito in dati digitali, oramai già all’interno del sensore stesso.

Come vedi nel monitor apparirà un’immagine, ma qual è il principio che sta dietro quell’immagine?

Ecco senza entrare troppo nei dettagli e senza scomodare la teoria della fisica della luce, possiamo dire brevemente che la luce entra all’interno del nostro obiettivo andando a colpire prima un vetro e poi il sensore. Questo nel caso delle DSLR convenzionali.

Il reportage di Fabrizio Rienzi

Quindi ora il sensore, con i suoi pixels, fa le veci della vecchia pellicola. In passato quando questo lavoro era totalmente analogico era la pellicola che veniva impressa. Ora al suo posto abbiamo un segnale elettrico che poi viene trasformato in dati tramite il convertito A/D, analogico digitale appunto.

Ma sai tutto questo sistema a cosa si ispira?

All’occhio, e ricorda bene che quello che ti sto dicendo ora, prende spunto da quello che osserviamo con i nostri occhi.

In questo caso il sensore non è altro che la retina ed il processore fa le veci del nostro cervello.

Abbiamo quindi spiegato il funzionamento di una videocamera e qual è l’importanza del corpo macchina ma abbiamo solo scalfito la superficie delle informazioni legate a questo strumento così importante per sviluppare la nostra creatività.

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